Viterbo – “I boccioli e i minifacchini di Santa Rosa sono segno di speranza”. Così don Luigi Fabbri, vicario del vescovo, in ricordo del Dies Natalis, la festa che commemora la morte di Santa Rosa, avvenuta il 6 marzo 1251.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis – I boccioli, le rosine e i minifacchini
E, come da tradizione, boccioli, rosine, minifacchini e sbandieratori questo pomeriggio hanno sfilato in processione per celebrare il Dies Natalis di Santa Rosa, festa in cui viene ricordato il passaggio dalla terra al cielo, e la traslazione del corpo della patrona.
Il corteo è partito dalla chiesa della chiesa della Crocetta e ha raggiunto il santuario di Santa Rosa.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis – Il corteo
Qui l’omelia di don Luigi Fabbri.
“Oggi siamo qui per celebrare i segni belli di speranza che abbiamo davanti ai nostri occhi: i vostri figli e nipoti – ha detto il vicario del vescovo -. I boccioli e i minifacchini sono infatti segno di speranza. Noi adulti siamo qui per esservi vicino e aiutarvi a crescere e realizzarvi nella vostra vita. Ricordate, Santa Rosa ha fondato la sua giovane esistenza su Gesù. E fondarla su di lui è il segreto della gioia nella vita”.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis – Il corteo
Don Luigi ha poi parlato della vita come di un viaggio, da percorrere per raggiungere una meta.
“La nostra vita è come un viaggio, un pellegrinaggio – ha affermato -. Dobbiamo aver chiara la meta, come Santa Rosa. La nostra meta è il paradiso, è Gesù. Lì dobbiamo ritrovarci tutti. E i comandamenti sono l’indicazione per non perderci e arrivare al nostro obiettivo di felicità. Ci aiutano a orientare il cuore verso il bene”.
“Il cuore di Santa Rosa – ha concluso don Luigi – è stato orientato verso il bene, verso gli altri. E noi dobbiamo fare altrettanto. Perché un cuore orientato solo verso sé stessi è un cuore egoista. E un cuore egoista non può essere mai felice”.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis
Il Dies Natalia si lega alla storia e alle tradizioni di una comunità.
La patrona di Viterbo moriva infatti il 6 marzo 1251 e venne seppellita a santa Maria in Poggio, nella chiesa della Crocetta. Il suo corpo però sette anni dopo, nel 1258, venne ritrovato miracolosamente incorrotto. Papa Alessandro IV decise così di traslarlo nel monastero di san Damiano, dove oggi si trova il santuario a lei dedicato.
E questo pomeriggio ha sfilato il corteo per ricordare il transito del corpo della patrona. Con giovani e giovanissimi che hanno rinnovato la tradizione. Tutti particolarmente emozionati. Accanto a loro mamme, papà e amici.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis – Il corteo
Prima della partenza, nella chiesa della Crocetta, don Alfredo Cento si è unito in una riflessione insieme ai boccioli, rosine, minifacchini e ragazzi. Insieme hanno ripercorso i principali avvenimenti della vita di Santa Rosa.
A seguire l’arrivo al monastero. A prendere parte alla processione anche la sindaca Chiara Frontini e l’assessora Elena Angiani.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis – Il corteo
Dopo la processione, la celebrazione eucaristica presieduta da don Luigi Fabbri, vicario generale.
Viterbo – Santa Rosa – Dies Natalis
Nella basilica anche il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, i consiglieri comunali Ugo Poggi e Umberto Di Fusco.
Maurizia Marcoaldi
Multimedia: Video: Il corteo del Dies Natalis di Santa Rosa – Foto: Festa del transito di Santa Rosa
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