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Viterbo - Luisa Ciambella (Per il bene comune) attacca l'amministrazione: "L'inaugurazione non doveva essere a ottobre? Avremo "dispercepito"

“Ecocentro ancora chiuso: ritardi cronici e motivazioni inconsistenti”

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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione Frontini non manca di distinguersi per approssimazione, disorganizzazione, ritardi, promesse non mantenute e motivazioni inconsistenti. Forse avremo “dispercepito” noi consiglieri comunali e cittadini viterbesi quando lo scorso anno il sindaco Frontini aveva annunciato l’inaugurazione dell’Ecocentro di Viterbo per la fine di ottobre, ma ad oggi per tagliare quel nastro non si sono ancora trovate le forbici. Probabilmente è una questione di dialettica, visto che senza citare l’anno rimane l’incognita di quale sia: se il 2023 o il 2024. 

Sta di fatto che i cittadini viterbesi continuano ad essere costretti a utilizzare l’Ecocentro di Grotte Santo Stefano in attesa che quello di Viterbo venga prima o poi aperto.

Sui ritardi e la preoccupazione che gli investimenti previsti per l’apertura dell’impianto possano essere ridotti, ho presentato un’interrogazione comunale alla quale il primo cittadino, pur annunciando che i lavori dell’Ecometro sono terminati, ha risposto in maniera decisamente evasiva facendo emergere il solito tentativo di far ricadere la responsabilità sugli uffici comunali.

Riteniamo, invece, che sia una grave responsabilità di programmazione da attribuire al sindaco e all’amministrazione comunale, non solo per il ritardo, ma soprattutto per il mancato stanziamento dei fondi necessari all’acquisto dei cassoni e di altre strutture che servono per il funzionamento dell’Ecocentro di Viterbo.

Paradossale, quanto grottesco, – di fronte alla sollecitazione venuta dai cittadini e dal gruppo Per il Bene Comune – avere conferma del sospetto che la sindaca aveva annunciato l’apertura dell’Ecocentro senza aver stanziato i fondi necessari all’acquisto degli impianti di raccolta dei rifiuti.

Un metodo ormai conosciuto che, nei fatti, manifesta lo stile dell’amministrazione comunale che in preda alla sindrome “dell’annuncite” fissa date e traguardi che sistematicamente non è in grado di rispettare. Lo stesso metodo attuato per il bando per l’appalto dei rifiuti che, solo alla soglia della quinta proroga, è stato pubblicato nei giorni successivi al dibattito consiliare. 

A pagare questo modus operandi, purtroppo, sono i cittadini viterbesi che, come nel caso dell’Ecocentro, sono costretti a subire disagi e infinite attese che non possono essere giustificate con le solite inconsistenti motivazioni ma con una presa d’atto dell’incapacità di amministrare la città. 

Luisa Ciambella


 – Ecocentro, lavori terminati ma ancora chiuso: mancano i cassoni di Giuseppe Ferlicca


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25 marzo, 2024

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