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Ex prefetto di Viterbo indagato per falso e abuso d’ufficio, rinviata l’udienza preliminare

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Viterbo - Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno


Viterbo – Ex prefetto indagato per falso e abuso d’ufficio, rinviata al 18 aprile per un problema di notifiche l’udienza preliminare in programma ieri davanti al gup Giacomo Autizi.

La vicenda è quella nota del ricevimento di nozze del 24 aprile 2021 in un agriturismo di Soriano nel Cimino durante la pandemia e del riconteggio delle schede delle elezioni di Corchiano del 4 ottobre 2021. Reati che Giovanni Bruno, attuale prefetto di Terni, avrebbe commesso tre anni fa, quando era ai vertici dell’ufficio territoriale del governo di piazza del Plebiscito. 

Sono le due inchieste parallele della procura della repubblica di Viterbo, che si sono chiuse il 28 marzo dell’anno scorso con la richiesta da parte dei pubblici ministeri Michele Adragna e Massimiliano Siddi di rinvio a giudizio dell’ex prefetto e di due imprenditori. 

Bruno è assistito dall’avvocato Enrico Valentini. Gli imprenditori, fratello e sorella, sono difesi dagli avvocati Giovanni Bartoletti e Luigi Mancini. Il pm Siddi ha indagato sul filone “elezioni”, mentre il collega Adragna è titolare del fascicolo sulle “nozze”.

Il “ricevimento”, in particolare, risale a quando la Regione Lazio era classificata come “arancione” ed erano di conseguenza inibiti sia i ricevimenti matrimoniale sia eventi come quello “fittiziamente autorizzato” di “meeting aziendale e shooting fotografico con somministrazione del pranzo per un numero di partecipanti massimo di 65”.

Parte offesa nel secondo filone d’inchiesta, quello relativo alle elezioni amministrative che si sono tenute a Corchiano il 4 ottobre 2021, è invece il sindaco Gianfranco Piergentili. Qui, oltre all’ex prefetto, sono stati indagati in concorso anche i tre presidenti delle sezioni del seggio esecutori materiali della condotta.  n particolare, l’imputato avrebbe determinato “l’alterazione del risultato legittimamente scaturito dal primo scrutinio”, sia attraverso “l’omissione della proclamazione del candidato risultato vincitore sulla base dei voti validi”, sia attraverso “la formale constatazione della necessità del turno di ballottaggio”. 

“Il mio assistito è assolutamente tranquillo, avendo la consapevolezza di non avere commesso niente di antigiuridico in nessuno dei due episodi che gli vengono contestati. Nessuna violazione di legge, nessun falso, nessun abuso d’ufficio, in questa vicenda semmai è parte offesa”, ribadisce l’avvocato Enrico Valentini, che assiste l’ex prefetto.

Silvana Cortignani


L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini


Articoli: Il prefetto Giovanni Bruno indagato per falso e abuso d’ufficio si difende: “Nessuna violazione di legge, mi sento parte offesa” – Nozze durante la pandemia ed elezioni a Corchiano, indagato il prefetto Giovanni Bruno


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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