Viterbo – “Io definito come essere losco e che ha teso una trappola alla sindaca, ma perché avrei dovuto”. Marco Bruzziches in consiglio comunale torna a parlare della vicenda registrazioni a casa sua, durante la cena con la sindaca Frontini e il marito, incontro cui era presente pure sua moglie e durante il quale sono uscite le frasi, piuttosto pesanti, riportate in un comunicato, da parte del marito del primo cittadino.
Viterbo – Letizia Chiatti e Marco Bruzziches
Bruzziches è finito nel centro del mirino da parte dei suoi ex colleghi. Chi ha minimizzato, chi lo ha attaccato.
Sulla vicenda pende una denuncia che lui ha sporto, i magistrati stanno lavorando. “Non ritengo di poter dare dettagli di natura penale – ricorda Bruzziches in consiglio comunale – su comportamenti gravissimi da parte di chi ricopre ruoli istituzionali e affini”.
Ma qualche domanda la pone: “Ai consiglieri di maggioranza e a chi ha rilasciato interviste – spiega Bruzziches – definendomi come losco essere umano che con un inganno ha teso una trappola alla sindaca. Perché avrei dovuto? Con quale obiettivo o per qualche risultato personale?”.
Non le sole accuse. “Si è detto che si è trattato di un’azione scorretta, diretta da forze oscure. Ma quali registi? Quali risultati io e il mio stato di famiglia avremmo ottenuto?”.
Uno di certo c’è stato e non di certo voluto. “Da quella sera i miei familiari stanno soffrendo, angoscia e turbamento. E di questo, più di uno dovrebbe vergognarsi”. Per le frasi: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona” e “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”, attribuiti dal marito di Frontini.
Nonostante questo ho deciso di non dimettermi, nonostante mia moglie me lo abbia chiesto in ginocchio la sera stessa.
Ho detto di no, perché ho un dovere verso le persone che mi hanno votato, a chi ho garantito che il voto a questa coalizione poteva rappresentare una speranza per Viterbo”. Poi la situazione è drasticamente cambiata.
Giuseppe Ferlicca
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
