Viterbo – Il ritorno di Giulio Marini. L’ex sindaco di Viterbo rientra in consiglio comunale, con le dimissioni di Claudio Ubertini. E anche Marini invita alla prudenza: “Non ho ricevuto ancora comunicazioni”, si dice sereno e tranquillo di tornare fra i banchi di palazzo del Priori all’opposizione. Con la lista di centrodestra che l’ha eletto e che era Forza Italia-Udc-Fondazione. Non con Forza Italia, che rimarrà quindi, un gruppo a sé stante. “Io rispetto quello che è stato deciso dal mio partito all’epoca, fare una lista di centrodestra, anche se sono e resto di FI”. Sulla mozione di sfiducia alla sindaca Frontini ritiene che politicamente sia giusto discuterla.
Giulio Marini
Giulio Marini, com’è tornare dopo due anni d’assenza in consiglio comunale?
“Ho 30 anni d’attività politica – spiega Marini – a volte anche “tosta”, questi passaggi è giusto prenderli con la dovuta tranquillità”.
Che effetto le fa prendere il posto di Claudio Ubertini, che con lei ha iniziato l’attività politica?
“Io e Claudio abbiamo un grande rapporto d’amicizia che deriva da una vita passata insieme, da quando eravamo bambini. Se lui avesse avuto stimoli, voglia di impegnarsi sarebbe stato giusto che lo avesse continuato a fare. Quando mi ha manifestato l’intenzione di dimettersi, mi ha spiegato che la passione e la dedizione erano venite a mancare e non poteva più togliere tempo alla sua attività per dedicarlo alla comunità. Quando capita, non si può fare altro che prenderne atto”.
Come immagina il suo ruolo all’opposizione?
“Quello che farò sarà in un contesto diverso rispetto al passato, cercherò di dare il mio contributo, con la giusta attenzione all’attività amministrativa e di governo dell’ente, tenendo presente le aspettative della cittadinanza”.
Pensa di aderire al gruppo di Forza Italia costituto di recente?
“Intanto io non ho ricevuto comunicazioni, stiamo parlando di cose non ufficiali. Io mi pongo politicamente nelle condizioni di come sono stato candidato ed eletto, con la lista denominata Forza Italia-Udc-Fondazione. Questo sarà. A prescindere che io sia un uomo di Forza Italia e rimango di Forza Italia. È una questione di rispetto verso chi ha firmato quella lista, di rispetto nei confronti degli elettori. Sono il primo della lista e ho una responsabilità verso tutti gli altri che mi hanno permesso d’entrare”.
Con Forza Italia condividerà parte il simbolo, uno dei tre della sua lista, come farà?
“Il problema spetta a Forza Italia dirimerlo. Io voglio rispettare quella che fu la richiesta da parte di Antonio Tajani, allora vicepresidente del partito, Maurizio Gasparri, Paolo Barelli e Francesco Battistoni. Chiesero di mettere in piedi una lista di centrodestra. In linea con quanto richiesto dal mio partito, così ho fatto e ho intenzione di continuare sulla linea che mi è stata indicata”.
Da fuori il palazzo, come vede l’amministrazione Frontini?
“Ho due elementi di conoscenza, la stampa e i cittadini, che ancora oggi mi fermano pensando che io sia consigliere comunale. Spiego loro che non lo sono, ma comunque ci tengono a parlarmi. I giornali vanno letti, fanno parte dell’equilibrio democratico e chi non legge ogni giorno la rassegna stampa non è un buon politico. I cittadini mi pare che siano pochi felici per com’è amministrata la città, la trovano poco professionale, disattenta. Queste le sensazioni che mi riportano. Io un giudizio più attento lo avrò, entrando in contatto diretto con l’amministrazione”.
Adesso si discute della mozione di sfiducia verso la sindaca Frontini. La voterebbe?
“Quella mozione ha un senso politico, non ha un senso giudiziario. Ha senso realizzarla, cercare di andare a conoscere le azioni politiche, a prescindere da tutto il resto, per capire meglio. Questo, a prescindere che sia approvata o meno. È un discorso di sola conoscenza, apprendimento”.
Che effetto le fa, essere fra quel gruppo di politici che Ubertini ha definito di un certo livello e che oggi un po’ manca nel panorama cittadino?
“Il valore dell’amicizia è importane, nella vita e anche in politica, ne sono convinto. Mi ha fatto piacere leggerlo. Nel 2008, in consiglio comunale c’erano esponenti con una tale competenza da far tremare i polsi ed erano in grado di far crescere una classe politica. Oggi, a mio avviso, non si dà un aiuto alle nuove generazioni, per farle maturare. All’opposizione, all’epoca c’erano due personaggi e non si offendano gli altri. Gigli e Sposetti quando si alzavano, si elevava il dibattito e dall’altra parte, in maggioranza c’era Gabbianelli presidente del consiglio, con la sua storia amministrativa e politica. Altri della mia compagine, all’epoca i consiglieri erano 40, di cui 24 di maggioranza, tutti avevano conoscenza e capacità per affrontare politicamente i vari argomenti. Facendo crescere gli altri. Riuscire minimamente a trasmettere qualcosa è un elemento che mi stimola, dare un contributo a giovani amministratori. Ne sarei veramente felice”.
Giuseppe Ferlicca
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