Viterbo – Massimo Erbetti, Roberto Fico, Carlo Galeotti e Alessandra Maiorino
Viterbo – “L’autonomia differenziata è solo la secessione dei ricchi e i parlamentari di Fratelli d’Italia traditori della patria”. L’ex presidente della camera dei deputati e presidente del comitato di garanzia del Movimento 5 stelle, Roberto Fico, al teatro San Leonardo di via Cavour. Ieri pomeriggio a Viterbo. Con lui, sul palco, anche la senatrice Alessandra Maiorino (M5s) e il coordinatore territoriale del movimento Massimo Erbetti. Ad intervistare Fico e Maiorino, il direttore di Tusciaweb, Carlo Galeotti. In platea, oltre cento di persone.
Viterbo – Alessandra Maiorino, Roberto Fico e Carlo Galeotti
La proposta di legge è invece quella del ministro per gli affari regionali, Roberto Calderoli. Autonomia differenziata, ossia il riconoscimento di forme e condizioni particolari di autonomia per le regioni. Il travaso della Repubblica verso una specie di federalismo non meglio specificato.
“Un governo che ha vinto le elezioni in nome di unità, patria e famiglia – ha detto Fico – poi ci propina una proposta di legge che suddivide l’Italia in 20 piccole nazioni. Una proposta di legge drammatica. Una battaglia trasversale che tutti dobbiamo portare avanti per fermarla”.
Viterbo – L’incontro al teatro San Leonardo con Roberto Fico
Lo stato dell’arte è stato delineato da Maiorino. “La proposta è passata in senato ed è ora in discussione alla camera. Una volta approvata, le singole regioni potranno negoziare con lo stato le nuove competenze, 23 in tutto, che intendono gestire. Un accordo della durata di dieci anni. Dal gettito fiscale alle scuole, alla sanità fino ai rapporti internazionali”.
“Autonomia differenziata – spiega Fico – significa che ogni regione potrà fare delle cose diverse rispetto ad altre regioni. Ad esempio, per quanto riguarda la scuola, non avremo più un’istruzione italiana ma una scuola regionale. Le scuole potranno normare la propria istruzione totalmente. Potranno fare assunzioni con concorsi diversi e salari che lo saranno altrettanto, a seconda delle capacità economiche. Torneremo di fatto alle gabbie salariali. Con la possibilità di introdurre corsi di lingua legati alle rispettive identità. Un programma scolastico alla mercé dell’assessore regionale di turno. La stessa cosa vale per la sanità, con sistemi di assistenza che varierebbero a seconda del territorio, con tanto di impatto sulla vita dei cittadini”.
Viterbo – Roberto Fico
“Le regioni smetteranno di contribuire economicamente al gettito fiscale dello stato – ha sottolineato poi Maiorino – e lo terranno in buona parte per sé. Ognun per sé e Dio per tutti. In contrasto con il principio di solidarietà sancito costituzione. Una riforma di cui nessuno sentiva e sente il bisogno”.
Quali sono allora i motivi alla base della proposta Calderoli? Secondo Maiorino “l’autonomia differenza si fa perché è il sogno proibito della Lega nord degli anni 90”. “L’autonomia differenziata – rilancia a sua volta Fico – è solo la secessione dei ricchi. E i ricchi sono le regioni più ricche. Con questa legge, i parlamentari di FdI da patrioti diventano traditori della patria”.
Viterbo – Alessandra Maiorino
“A favore della legge – aggiunge l’ex presidente della camera Fico – tutti i partiti di maggioranza. All’opposizione siamo al contrario tutti sulla stessa linea. Tutti contrari. Tutti d’accordo, tranne Renzi. Con Calenda che invece non si sa. Il suo punto di vista varia infatti col caffè della mattina”.
Tuttavia in maggioranza il clima non è poi così concorde. “FdI – sottolinea Fico – è in totale in disaccordo, così come la Lega è contro il premierato voluto da Giorgia Meloni”. Un corto circuito politico. “Perché se la legge non passa la Lega non ha più motivo di restare in maggioranza. E se FdI dice no alla Lega, quest’ultima direbbe no al premierato”.
Come difendersi dalla riforma? “La proposta – risponde Maiorino – è collegata alla legge di bilancio. Per alcuni costituzionalisti non è quindi abrogabile tramite referendum. Il cittadino potrà quindi rivolgersi soltanto al Tar. Dicendo che i suoi diritti sono stati lesi”.
Daniele Camilli
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