Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
Montefiascone – “Il 25 aprile non può e non deve essere una festa divisiva…”. La sindaca Giulia De Santis ieri mattina durante la celebrazione della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo sotto il monumento dei caduti di pratogiardino a Montefiascone.
Alle 10 il raduno a piazzale Roma delle autorità civili, militari e religiose e delle associazioni con l’esibizione della banda musicale “Ferentum” di Grotte Santo Stefano.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
Alle 10,30 è seguita l’entrata dei presenti a prato giardino e l’inizio della cerimonia con l’introduzione del consigliere Renato Trapè.
Poi l’alzabandiera e la benedizione della corona d’alloro da parte di don Domenico Bandini.
Subito dopo il momento più toccante con il “saluto” della sindaca Giulia De Santis e del sindaco del consiglio dei giovani alla corona d’alloro deposta da due carabinieri al monumento ai caduti.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
“Questo 25 aprile – ha detto Giulia De Santis – non può essere come gli altri; lo spettro del revisionismo storico aleggia dietro di noi ed abbiamo il dovere di reagire. Dobbiamo costruire insieme questo 25 aprile come un appuntamento straordinario a cui non si può mancare, un appuntamento in cui non si ha paura di parlare di antifascismo, un termine che non è generico come qualcuno oggi afferma, ma un termine che è molto preciso che distingue tra chi crede nelle libertà e nella democrazia da chi guarda con nostalgia dittature spietate e sanguinarie come il fascismo”.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile – La sindaca Giulia De Santis
Alla cerimonia di ieri mattina, allietata dalle musiche della banda musicale “Ferentum” di Grotte Santo Stefano, erano presenti le autorità civili, militari e religiose del paese, tra le quali il comandante della compagnia dei carabinieri di Montefiascone Stefano Colusso, la comandante della polizia locale Giulia Bassi, il comandante della stazione dei carabinieri Fabrizio Botticelli, la vice sindaca Rosita Cicoria, gli assessori Luciano Cimarello, Giorgio Cacalloro, Carla Mancini e il consigliere Marco Frallicciardi,
Presenti per la prima volta anche i membri del consiglio comunale dei giovani di Montefiascone.
“Il 25 aprile – ha aggiunta la sindaca – non può e non deve essere una festa divisiva perché se non si festeggia il giorno delle liberazione in maniera condivisa e collettiva significa che c’è una mancanza di rispetto della memoria, significa non voler bene al proprio paese”.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
Poi hanno preso la parola il sindaco e una ragazza del consiglio giovani, la presidente della sezione Anpi di Montefiascone Alessandra Di Tommaso, lo scrittore Daniele Biacchessi, ricordando la figura di Giacomo Matteotti, di cui ricorre quest’anno il centenario della morte e infine Mario Tofanicchio, dell’associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra.
Alessandra Di Tommaso ha ricordato il partigiano montefiasconese Delio Ricci, medaglia d’oro al valor militare, con i drammatici fatti legati alla sua morte avvenuta per impiccagione a Manciano il 20 maggio 1944.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
Poi è stato deposto un cuscino di fiori al cippo commemorativo “Delio Ricci” dentro prato giardino.
La cerimonia si è conclusa sulle note dell’inno d’Italia.
Dopo la manifestazione è stato portato un mazzo di fiori nella strada intitolata al partigiano Delio Ricci.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
Da ricordare che Montefiascone ebbe anche altri due partigiani: Felicetto Dominici fucilato dai tedeschi il 20 maggio 1944 a Viterbo e Salvatore Paoletti ucciso dalle truppe naziste a Montefiascone il 6 giugno 1944.
Montefiascone – La celebrazione del 25 aprile
A corredo della manifestazione è stata allestita, da parte dell’associazione nazionale mutilati ed invalidi di guerra, una mostra con dodici pannelli fotografici sulla seconda guerra mondiale a Montefiascone che hanno riportato i presenti indietro nel tempo ad 80 anni fa quando il paese venne colpito dai bombardamenti e poi dal passaggio del fronte, avvenuto nel giugno 1944.
Michele Mari
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