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Viterbo - Polizia - Per il marito scatta l'ammonimento da parte del questore - Violenze anche di fronte alla figlia minorenne

Aggredisce per anni la moglie costringendola a rifugiarsi prima da un’amica e poi ad andare in ospedale

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Viterbo – Continue aggressioni verso la moglie, scatta l’ammonimento da parte del questore.

“Nell’ambito della costante attività preventiva svolta dalla polizia per contrastare il fenomeno dei comportamenti violenti, il questore di Viterbo, a seguito di una minuziosa
istruttoria curata dalla Divisione Polizia Anticrimine – fanno sapere dalla questura in una nota – ha adottato il provvedimento dell’ammonimento nei confronti di un quarantaduenne, originario di un paese della provincia.


La polizia


Dagli accertamenti è emerso che l’uomo negli ultimi anni ha messo in atto frequenti atteggiamenti prevaricatori e vessatori nei confronti della moglie, anche di fronte alla figlia minore, quali offese e insulti con epiteti volgari e irripetibili. I comportamenti dell’uomo nel tempo si sono ripetuti in un crescendo di gravità e in un susseguirsi di umiliazioni, fino a culminare lo scorso mese di marzo in una vera e propria aggressione che ha costretto la vittima a rifugiarsi a casa di una vicina.

In particolare, in uno degli ultimi episodi, l’uomo si è reso protagonista di una violenta aggressione verbale, inveendo con parole particolarmente ingiuriose nei confronti della donna, che si è vista costretta a ricorrere in Codice Rosa alle cure mediche presso il pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, ove le è stato riscontrato uno stato di agitazione psicomotoria.

Fabio Zampaglione

Fabio Zampaglione – Dirigente Divisione Polizia Anticrimine


Alla luce di questo, considerata l’urgenza di far cessare immediatamente i comportamenti violenti, gli uomini della polizia di stato della Divisione Anticrimine hanno sottoposto l’uomo alla misura di prevenzione dell’ammonimento.

In virtù delle recenti modifiche apportate alla normativa vigente, qualora il soggetto ammonito reiteri la condotta sarà possibile procedere anche d’ufficio con una denuncia all’autorità giudiziaria, anche nel caso in cui la persona offesa fosse diversa da quella per la cui tutela è stato adottato il provvedimento. 

L’interessato non potrà chiedere la revoca dell’ammonimento prima che siano decorsitre anni dalla sua emissione, senza ulteriori recidive e aver dimostrato di aver preso parte ad appositi corsi riabilitativi tenuti da associazioni con le quali la questura ha stipulato un protocollo operativo denominato “Zeus”, che comprende percorsi di riflessione sulle condotte moleste, come ad esempio il controllo e la gestione della rabbia”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 aprile, 2024

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