Viterbo – “Credi in Gradi, l’Unitus diventa luogo di confronto con la società civile”. Il direttore generale dei musei del ministero della cultura, Massimo Osanna. Questa mattina alla presentazione del progetto Unitus Credi in Gradi, in occasione dei festeggiamenti per i 45 anni dell’università degli studi della Tuscia.
Massimo Osanna
Il progetto, finanziato dal ministero della cultura e da Unitus, per un totale di oltre un milione di euro, ha consentito la realizzazione di sistemi di realtà aumentata per la fruizione del complesso di Santa Maria in Gradi, così come studi mediante Imaging multispettrale e spettroscopia Raman per caratterizzare alcune opere e materiali.
Il progetto presentato questa mattina ha poi consentito la digitalizzazione di circa 370 opere che datano dalla prima metà del ‘500 al pieno ‘800, tra cui circa 40 fra cinquecentine e seicentine di notevole valore storico e la realizzazione e l’installazione di sistemi di gamification e voicemap.
Inoltre, attraverso la ristrutturazione di alcune aree dismesse, è stato realizzato l’archivio generale di ateneo e un laboratorio di archivistica e digitalizzazione.
Viterbo – La presentazione del progetto Unitus Credi in Gradi
Assieme ad Osanna, alla presentazione del progetto, c’erano anche il rettore dell’Unitus, Stefano Ubertini, e il direttore generale degli archivi del ministero della cultura, Antonio Tarasco.
“Con questo progetto – ha proseguito Osanna -, l’università diventa luogo aperto e di confronto dove si conserva la memoria per raccontarla agli altri. Non si può più raccontare la nostra storia senza gli strumenti che ci offre il digitale. La virtualità è una maniera per esprimere la materialità. Un modo per poterla mantenere e raccontare. Il tutto in un contesto di accessibilità, che significa anche abbattimento delle barriere sensoriali e cognitive per raggiungere tutti i pubblici”.
In aula magna ci sono anche il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vice sindaco Alfonso Antoniozzi, il commissario straordinario Asl Egidio Bianconi, il presidente di Ance Andrea Belli, il segretario di Confartigianato Andrea De Simone, il presidente dell’ordine dei commercialisti Stefano Tedeschi, il comandante provinciale della guardia di finanza Carlo Pasquali, la soprintendente Margherita Eichberg e i rappresentanti di carabinieri, polizia, esercito, fondazione Carivit.
Stefano Ubertini
“Il progetto – ha sottolineato Ubertini – metterà a disposizione della comunità un prezioso patrimonio storico-artistico, che andrà ad arricchire il già vasto patrimonio monumentale della città, contribuendo all’aumento dell’attrazione turistica di tutto il territorio e confermando il legame tra l’università e il suo contesto naturale”.
“È fondamentale realizzare un’integrazione piena – ha commentato infine Tarasco – dove l’insegnare e il fare ricerca non siano separati dall’amministrare. L’insegnamento dei beni culturali non deve essere separato dal lavorare sui beni culturali. E all’Unitus state facendo esattamente questa cosa”.
Antonio Tarasco
La mattinata è proseguita con l’inaugurazione del laboratorio di archivistica e digitalizzazione dell’ateneo, centro di sperimentazione di buone pratiche di memoria. Il laboratorio, ospitato in una sezione del complesso appena restaurata, è al servizio non solo dell’ateneo ma di tutto il territorio, con testimonianze uniche legate al complesso monumentale e alle diverse destinazioni d’uso che l’hanno visto protagonista attraverso i secoli, da convento domenicano a carcere cittadino ed infine polo universitario.
A partire dalle 15 fino alle 17 sarà poi possibile partecipare ad un percorso guidato alla scoperta dei tesori di Santa Maria in Gradi, a cura del polo bibliotecario umanistico-sociale e del Sistema museale di ateneo.
Per concludere i festeggiamenti dedicati alla celebrazione dei 45 anni dell’ateneo, alle 18,30 sarà previsto un brindisi con torta e intrattenimento musicale.
Daniele Camilli
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