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Canepina - L'opera di Rita Mare alla medaglia d'oro per la Resistenza - L'inaugurazione venerdì 25 aprile alle 17

“A fronte alta”, un monumento-installazione dedicato a Paolo Braccini

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Canepina

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Canepina – Riceviamo e pubblichiamo – A fronte alta, con lo sguardo dritto verso il futuro. Quel futuro che a lui è stato negato dai nazifascisti. Ma che per le successive generazioni, anche grazie al suo sacrificio, è stato e sarà migliore.

Così l’artista Rita Mare ha immaginato e plasmato nell’argilla il volto di Paolo Braccini, nome di battaglia Comandante Verdi, Medaglia d’Oro della Resistenza, professore di zootecnica all’Università di Torino.

L’opera, realizzata in occasione dell’ottantesimo anniversario della fucilazione di Paolo Braccini, avvenuta il 5 aprile 1944 nel poligono di tiro del Martinetto a Torino, sarà esposta permanentemente in un’area a lui dedicata nel Museo delle Tradizioni Popolari di Canepina, paese in cui era nato il 16 maggio 1907.  
 
La cerimonia d’inaugurazione si svolgerà giovedì 25 aprile 2024, alle ore 17, nel Salone IV Stato del Museo. Oltre alle autorità cittadine, il sindaco Aldo Maria Moneta, il vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio Enrico Panunzi, il presidente provinciale dell’ANPI Enrico Mezzetti, saranno presenti il professor Claudio Del Bello, nipote di Paolo Braccini (figlio di una sorella) e i fratelli Fazioli, cugini della Medaglia d’Oro.

Uno di loro, il più giovane, è nato circa tre mesi dopo la fucilazione di Braccini ed è stato chiamato Paolo in suo ricordo. Oggi è titolare dell’unica e prestigiosa fabbrica di pianoforti d’Italia, nota in tutto il mondo: la Fazioli appunto.  
          
Ufficiale di complemento durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Braccini prese contatti con ambienti della Resistenza, aderì al Partito d’Azione, per poi diventare il comandante della Brigata Giustizia e Libertà fino alla sua morte. Fu sostituito da Duccio Galimberti. Il 4 dicembre del 1943, fu designato da Vittorio Foa a far parte del comitato militare del CLN del Piemonte, nel quale si dedicò all’organizzazione delle formazioni partigiane operanti nelle valli piemontesi. Arrestato, fu sottoposto a un processo farsa, condannato a morte e fucilato. Il tutto in quattro giorni.
 
Rita Mare, con forti richiami al modernismo di Henry Moore, ha conferito al volto di Paolo Braccini tratti sì somiglianti, ma dalle linee forti, marcate, profonde.

Il suo intento, pienamente riuscito, era di andare oltre la pura raffigurazione, al di là dell’aspetto esteriore, ma di scendere nella profondità dell’animo e nell’essenza di una personalità estremamente potente e significativa qual era quella di Paolo Braccini, mantenuta anche davanti al plotone di esecuzione. Le sue ultime parole, gridate quando venne ordinato di fare fuoco, furono: “Viva l’Italia Libera”. A fronte alta, appunto.
 
L’artista ha mutuato il titolo dell’opera da un libro scritto dal professor Claudio Del Bello in occasione del cinquantesimo anniversario della fucilazione dello zio Paolo Braccini: “A Fronte Alta”. Ed è anche l’esortazione che il Comandante Verdi rivolse alla figlioletta Gianna poche ore prima di essere fucilato: “Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo padre…” le scrive.
 
L’opera di Rita Mare è una istallazione ed è composta da un busto, posto su uno snello piedistallo in legno di castagno, progettato dall’architetto Angelo Moneta, che esprime dinamicità e fluidità, e da un pannello in tela di grandi dimensioni (145 x 75 centimetri), appeso a circa due metri d’altezza, verso il quale guarda Paolo Braccini.

Sul pannello, in una sorta di grande collage, l’artista ha riprodotto tutto il Pantheon del Comandante Verdi: Canepina, il suo paese d’origine, il padre Braccio, punto di riferimento fondamentale e irrinunciabile, la figlia Gianna, la moglie Marcella, Giacomo Matteotti, amico personale del padre, l’università, i suoi hobby, l’equitazione, la motocicletta, la caccia e alcuni brani delle sue lettere scritte la notte tra il 4 e il 5 aprile 1944, entrati a pieno titolo tra le pagine più significative della letteratura italiana.
 
Infine, va sottolineato che Rita Mare ha donato alla comunità di Canepina il monumento-istallazione, nonché un multiplo del busto di Paolo Braccini che sarà donato alla figlia Gianna, oggi ottantacinquenne, residente a Milano.
 
Le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della fucilazione di Paolo Braccini, iniziate il 5 aprile scorso con un convegno dedicato alla sua figura di docente e di Partigiano, sono state organizzate da un apposito Comitato d’Onore, presieduto da Beniamino Mechelli, dal Comune di Canepina, dal Comitato dei familiari delle vittime del bombardamento del 5 giugno 1944, con il contributo della Regione Lazio e di tutte le associazioni di volontariato, nonché di alcune aziende di Canepina. 

Comitato d’Onore per l’ottantesimo anniversario della fucilazione di Paolo Braccini, Medaglia d’Oro della Resistenza


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24 aprile, 2024

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