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Viterbo - Ivana Pagliara gestisce l'azienda PromoTuscia che dal 1994 opera nella Tuscia - Trenta anni di attività tra tour e pacchetti per i visitatori - A breve anche l'apertura di una casa dell’artigianato in via dell'Orologio Vecchio

“La promozione turistica dovrebbe puntare sui fam trip, le fiere e un ufficio stampa centralizzato di raccordo su tutto il territorio”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo – “La promozione turistica dovrebbe puntare sui fam trip, le fiere e un ufficio stampa centralizzato di raccordo su tutto il territorio”. Ivana Pagliara racconta così la sua idea di promozione del territorio. È lei a gestire, insieme a Maria Luigina Paoli e al loro team, l’azienda di servizi turistici ‘PromoTuscia’. Una realtà che opera sul territorio dal 1994.

Trenta anni di attività di una squadra che crede fortemente nelle ricchezze paesaggistiche e storiche locali. Un lavoro portato avanti negli anni puntando a curare una rete con tutto il territorio della Tuscia, per fare leva sia sull’aspetto turistico che su quello esperienziale. “Fin da subito siamo partiti con l’idea che fosse necessaria la saldatura di Viterbo con la provincia – spiega Ivana Pagliara -. Nei tour tendiamo a curare anche la parte enogastronomica, valorizzando quindi i prodotti del territorio. Poi l’altro aspetto imprescindibile è il discorso del turismo esperienziale, con visite nei frantoi o cantine, senza dimenticare il dialogo con gli artigiani”.

E tra le iniziative in partenza c’è proprio un progetto che punta sul contatto diretto con il territorio. “Apriremo a breve una casa dell’artigianato artistico dove organizzeremo diverse iniziative – aggiunge Ivana Pagliara -. Un luogo dove gli artigiani potranno lavorare, parlare con i cittadini, fare workshop, laboratori, degustazioni”.


Ivana Pagliara

Ivana Pagliara


PromoTuscia è un’azienda di servizi turistici che opera sul territorio di Viterbo e provincia. In che modo lo fa? Quale la sua organizzazione e gestione del lavoro?
“Noi siamo partiti trenta anni fa. È una società privata, un’azienda principalmente al femminile. Le proprietaria siamo io e Maria Luigina Paoli. Ci siamo incontrate in un corso di formazione per imprenditoria femminile e da lì è nata l’idea che la provincia di Viterbo avesse un gradissimo potenziale, ma anche bisogno di un lavoro strutturato e continuo per la propria valorizzazione e commercializzazione. Da subito quindi l’idea è stata quella di non sganciare, come facevano gli enti preposti all’epoca, la promozione ai pacchetti turistici. Questo è stato possibile acquisendo la licenza da tour operator. Da subito quindi abbiamo legato la promozione del territorio alla strutturazione di un vero e proprio prodotto, immaginando quali potessero essere i target più adatti per uno sviluppo armonico del territorio.

Fin dall’inizio abbiamo però anche capito che Viterbo non poteva essere veicolata da sola, ma che c’era il bisogno di creare una rete. Il capoluogo della Tuscia ha bisogno difatti di un turismo che non sia mordi e fuggi o di massa, ma che sappia declinare più tipologie di target ampliandosi e collegandosi alla propria provincia. Per questo motivo nel tempo abbiamo lavorato stabilmente con diversi comuni della provincia, circa 40 in totale. In alcuni di essi gestiamo anche degli uffici di informazione. Ad esempio per 8 anni abbiamo lavorato a Bagnoregio per la promozione del sito turistico. Ora siamo presenti a Tuscania e portiamo avanti anche un progetto del Pnrr per Gallese.

Con ognuno dei comuni con cui collaboriamo c’è un tipo di lavoro che va in profondità e coinvolge le comunità, mettendo in pratica una serie di punti fermi: come la sostenibilità, andando a valorizzare i percorsi green in bicicletta e i cammini come quello sulla Francigena.

Portiamo avanti la valorizzazione del territorio essenzialmente con due formule, che riteniamo essere le più strategiche e le più efficaci. La prima è sicuramente la partecipazione alle fiere. Noi dal ’94 facciamo una media di 4 fiere l’anno. Partecipiamo a questi eventi, sia nazionali sia internazionali, portando il brand Tuscia. Prendiamo parte sia alle grandi fiere, che sono quelle immancabili, sia a quelle più di nicchia. Ci concentriamo essenzialmente nel nord Italia dove c’è una grandissima risposta per il nostro territorio.

E la seconda formula, che riteniamo strategica, sono i fam trip o gli educational tour che sono un modo per selezionare di volta in volta o degli operatori o dei giornalisti e blogger. L’obiettivo è fargli provare il pacchetto che noi intendiamo veicolare maggiormente. L’ultimo di questi fam trip si è svolto proprio una ventina di giorni fa e ha coinvolto 28 agenti di viaggio americani, rivelandosi alla fine anche una sorta di corso di formazione”.

PromoTuscia gestisce l’ufficio turistico di Viterbo allo Spazio Pensilina? Quali gli itinerari proposti maggiormente a Viterbo e nella Tuscia?
“Da tantissimi anni gestiamo l’ufficio turistico di Viterbo. Proponiamo diverse offerte e molto dipende dalla tipologia di utente con cui ci rapportiamo. Ad esempio gli americani tendono a prediligere esperienze anche pratiche, come la cooking class. Per un turista che invece magari ha già frequentato Viterbo, andiamo a proporre dei circuiti che sono più di approfondimento come Viterbo legata a Dante o il capoluogo della Tuscia nel suo legame con le sue donne più rappresentative. Un altro aspetto che curiamo molto è anche quello dei laboratori. Ad esempio alla Pensilina abbiamo coinvolto i bambini con una caccia al tesoro nella città.

Nel nostro lavoro tendiamo inoltre sempre a collaborare con altre associazioni perché la volontà è quella di fare rete. Quando si struttura il pacchetto, cerchiamo anche di curare la parte enogastronomica, valorizzando i prodotti del territorio. Puntiamo molto sul termalismo, che rimane una nostra fondamentale risorsa. 

Poi l’altro aspetto imprescindibile è il discorso del turismo esperienziale, con visite nei frantoi o cantine, senza dimenticare il dialogo con gli artigiani. Favoriamo l’incontro con le singole persone: artigiani, poeti a braccio, principesse. Nella Tuscia abbiamo molte residenze nobiliari abitate dai discendenti e con loro cerchiamo di far interagire il visitatore. Stesso discorso, ad esempio, con i giardinieri. Cerchiamo di raccontare il territorio con la voce di chi ama questa terra e la vive. Di chi vi si dedica con cura, attenzione e passione. 

Il tutto tenendo Viterbo in collegamento con la provincia. Quindi cerchiamo di aprirci a tutta la Tuscia. In generale cerchiamo di andare incontro alle diverse e singole esigenze, dando la nostra disponibilità anche a creare pacchetti e tour per poche persone”. 


Maria Luigina Paoli e Ivana Pagliara

Maria Luigina Paoli e Ivana Pagliara


Oltre a itinerari e pacchetti, vengono pubblicizzati anche singoli eventi?
“Sì certamente. Come ufficio turistico abbiamo una newsletter in cui viene veicolato tutto quello che succede a Viterbo. Siamo a tutti gli effetti un megafono della città. Tra l’altro un altro aspetto molto importante, come ufficio turistico, è l’attenzione che riserviamo al sociale. Già da almeno 7 anni portiamo avanti una collaborazione con la cooperativa Agatos per cui alcune persone con disagio psichico vengono coinvolte nel mondo del lavoro. Il progetto prevede la collaborazione con l’ufficio turistico sia per la supervisione dei servizi igienici sia per la spiegazione di alcune piccole informazioni. Queste persone, grazie anche alla collaborazione con la regione Lazio, hanno anche un salario. Inoltre con la cooperativa Arcobaleno portiamo avanti un progetto sociale per la via Francigena. Sono iniziative che ritengo particolarmente importanti perché incentivano e favoriscono l’inclusione delle persone più fragili, con il pieno coinvolgimento di tutti”.

Quali sono le mete preferite dai turisti della provincia di Viterbo?
“Sicuramente Civita di Bagnoregio è molto richiesta e beneficia di una serie di fattori che ne hanno permesso la valorizzazione. Dalla natura, che caratterizza la sua bellezza, a una serie di investimenti cospicui che negli anni sono stati fatti. Alla base del successo di Civita di Bagnoregio ci sono poi altri elementi. Si va dall’architetta Astra Zarina che la scoprì intorno agli anni ’70. È stata poi buen retiro di grandissimi nomi come Angelo Naj Oleari e Paolo Crepet. E poi negli anni ci sono stati i diversi investimenti fatti dalle giunte regionali. Ricordo anche che Civita di Bagnoregio è particolarmente amata dallo scrittore americano Rick Steves che l’ha inserita tra le mete della sua guida turistica. Va anche detto però che tutto questo appeal andrebbe saldato maggiormente con la Tuscia.

Tra i luoghi maggiormente scelti dai turisti c’è poi Acquapendente, che è la zona del Lazio che ha maggior numero di agriturismi e strutture legate al turismo rurale. Diciamo che la zona dell’alta Tuscia è una delle più in fermento e dove si sente anche l’influenza della Toscana. Altro bacino storicamente importante è Bolsena. Poi, non ultimo di importanza, anche il capoluogo della Tuscia dove c’è stata un’esplosione anche di strutture ricettive private come i b&b”.

PromoTuscia opera da 30 anni sul territorio, come è cambiato il turismo in tutto questo tempo nella Tuscia?
“Negli anni ci sono stati diversi cambiamenti essenziali. A partire dall’avvento dei b&b e delle case vacanze che prima non esistevano. C’è stato un fiorire di questa piccola imprenditoria, che comunque sta portando una visibilità importante a Viterbo. C’è inoltre anche un cambiamento di stile nelle vacanze. Difatti oggi è molto più accentuata la tendenza a concedersi un weekend di pausa. Diciamo che, oltre alla villeggiatura lunga, si cercano anche occasioni per piccole fughe dalla città. Poi i ponti e le feste rimangono una certezza dal punto di vista turistico. Infine si cerca sempre più un contatto con la natura. Riscontriamo in effetti un boom nella richiesta dei cammini, come quello di Francigena o il sentiero dei Briganti. Importante anche la collaborazione con il Cammino di Santiago”.


Il team di PromoTuscia - Da sinistra Letizia Massa, Manila Olimpieri, Ivana Pagliara, Maria Luigina Paoli, Alessio Pagliara

Il team di PromoTuscia – Da sinistra Letizia Massa, Manila Olimpieri, Ivana Pagliara, Maria Luigina Paoli, Alessio Pagliara


Quale la squadra di PromoTuscia che opera sul territorio?
“Attualmente abbiamo una decina di dipendenti. La nostra è una politica aziendale che mira al benessere di chi lavora con noi, curando i singoli rapporti. Per questo non abbiamo un numero eccessivo di personale. Puntiamo a valorizzare la figura del dipendente, che comunque vediamo vicina a quella di piccolo imprenditore. Cerchiamo di far sentire tutti parte attiva dell’azienda. Ognuno ha un suo proprio raggio di azione e viene responsabilizzato, in modo che tutti siano un po’ il volto dell’azienda stessa. Tra le persone del nucleo più storico ci sono le storiche dell’arte Manila Olimpieri e Cecilia Marziali; Letizia Massa come economista della cultura e Alessio Pagliara, mio fratello e amministratore della società. È lui ad occuparsi essenzialmente della gestione dei gruppi turistici”.

L’azienda ha quindi un fatturato positivo sul territorio?
“Il fatturato è in crescita. Abbiamo ovviamente avuto una battuta d’arresto per via del Covid. Però stiamo ripartendo e ci stiamo risollevando da anni di pandemia difficili per tutti”.

In questo momento Viterbo avrebbe bisogno di un rilancio e di farsi conoscere di più all’esterno. Come si può pensare di rilanciare il turismo a Viterbo?
“Io insisterei su quelli che ritengo essere i due pilastri della promozione turistica, ossia i fam trip e le fiere. Il tutto cercando di potenziare le forze e facendo leva su una rete che possa coinvolgere le energie migliori del territorio. Per ottenere questo risultato è fondamentale la collaborazione di chi conosce il turismo sia da un punto di vista teorico che dei mercati.

Inoltre sarebbe importante creare un ufficio stampa centralizzato o nazionale, caratterizzato da un team di figure professionali, che possa coinvolgere e catalizzare i singoli uffici stampa dei territori. Bisognerebbe quindi promuovere un coordinamento. In questo modo si potrebbe fare una promozione specifica e capillare, puntando sulla valorizzazione del territorio anche nei periodi infrasettimanali, cercando la maggiore permanenza del visitatore, riempiendo le stagioni che sono considerate morte. Bisogna quindi portare avanti un lavoro continuativo e di qualità. Chiaramente bisogna anche rivolgersi a Roma, ma sempre cum grano salis. Diciamo che in linea generale va implementato un lavoro di concerto”.

PromoTuscia negli anni ha avuto eventi in collaborazione con le varie amministrazioni di Viterbo? E oggi sono in essere delle collaborazioni con l’attuale amministrazione?
“Noi abbiamo sempre collaborato con il comune di Viterbo. Attualmente l’ufficio turistico è in appalto con il comune. C’è quindi una collaborazione con l’amministrazione. Tra le ultime iniziative abbiamo riscontrato però qualche difficoltà. Avevamo organizzato un fam trip con degli americani e abbiamo trovato diversi comuni interessati al progetto. Su questa cosa però a Viterbo non abbiamo forse trovato l’interlocutore giusto”. 


Cecilia Marziali di PromoTuscia

Cecilia Marziali di PromoTuscia


Cosa pensa dell’attività della giunta Frontini e del suo assessore al Turismo Silvio Franco che sembrano incontrare grandissima difficoltà nella promozione turistica del territorio, facendo riscontrare un ritardo su questo ed altri campi?
“Diciamo che stiamo aspettando di vedere che la linea di ‘Viterbo core della Tuscia’, annunciata in campagna elettorale, prenda corpo. Sarebbe quindi importante portare avanti l’idea di un tavolo di lavoro condiviso, che al momento non è stato fatto, per coinvolgere altri comuni e dare a Viterbo il ruolo di catalizzatore come capofila. Sarebbe fondamentale una concertazione tra le varie amministrazioni per cercare di raccordare le risorse e andare verso un modello condiviso. Trovo invece positiva l’organizzazione di San Pellegrino. Mi trova in sintonia la scelta di fare un bando con relativa progettazione. Sicuramente la strada da percorrere è questa. E rimaniamo in attesa di cosa stanno preparando. Mi piacerebbe vedere delle vere e proprie strategie nei prossimi step”. 

Quali i prossimi eventi che PromoTuscia punterà a valorizzare per far vivere il territorio a turisti e cittadini?
“In questo momento stiamo lavorando a un progetto in collaborazione con una rete di filiera che si chiama Lazio Artigiana, che raggruppa circa 47 artigiani del territorio di Viterbo e provincia, Civitavecchia e Ladispoli. Stiamo sistemando un locale in centro, all’inizio di via dell’Orologio Vecchio, e qui apriremo a breve una casa dell’artigianato artistico dove organizzeremo diverse iniziative e gli artigiani potranno incontrare turisti e cittadini.

Un luogo dove gli artigiani potranno lavorare, parlare con i cittadini, fare workshop e laboratori. Il progetto si chiama Rete di filiera Lazio artigiana, e ha previsto un bando a cui la città di Viterbo ha partecipato e dove PromoTuscia si occupa della parte organizzativa insieme a Cna. Il finanziamento è della Regione Lazio. Questo progetto sarà punteggiato di eventi continui, andando a coinvolgere anche altri comuni come Caprarola, Tarquinia, Civita Castellana, Vetralla, Celleno. A breve uscirà il calendario con i vari appuntamenti. Il programma verrà diffuso da Promo Tuscia e anche da Lazio Artigiana attraverso i loro canali social e il loro sito che a beve sarà online”.

Maurizia Marcoaldi


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15 aprile, 2024

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