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Viterbo - La storica voce di Radio Montercarlo e Rai che da anni vive nella Tuscia è stata ospite di Paola Saluzzi a Tv2000

La radio compie 100 anni e fa festa con Barbara Marchand

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Viterbo – (g.f.) – La radio compie 100 anni e fa festa con Barbara Marchand. La storica voce di Radio Montecarlo prima e della Rai poi, è stata ospite di Paola Saluzzi su Tv2000 a L’ora solare, per una ricorrenza che è un po’ anche la sua, avendo passato dietro al microfono ben mezzo secolo, senza avere mai appeso la cuffia al chiodo. Con qualche incursione anche davanti alle telecamere.


Barbara Marchand a Tv2000

Barbara Marchand a Tv2000


Barbara Marchand da molto tempo vive nella Bassa Tuscia, laureata in Lettere, è nata a Montecarlo e deve l’incontro fatale con il mezzo radiofonico, alla sua insegnante di Lettere al liceo.

“Mi disse che a Radio Montecarlo cercavano gente che parlasse francese e italiano. Avevo 20 anni, dissi di no”.

Fu il marito della professoressa a farle cambiare idea: “Era capo delle info sulle onde lunghe e medie, portò Noel Coutisson da Parigi dove lavorava, a Monaco per dirigere Radio Montecarlo”.

Gli inizi, il ricordo del primo giorno: “Si annunciavano tre canzoni e poi tutta la sequenza dei megahertz”. Ovvero, le frequenze.

“Il primo giorno – ricorda Marchand – non me ne sono nemmeno accorta, è andato tutto bene. Dal secondo ho realizzato che c’era gente all’ascolto e allora mi sono venuti pensieri, mi criticheranno. Ma del resto, avevo 20 anni”. Pensieri, che vista la carriera, sono passati in fretta.


Barbara Marchand a Tv2000

Barbara Marchand a Tv2000


Dopo quattro anni a Radio Montecarlo viene chiamata in Rai, dove conduce una lunga serie di trasmissioni. “Io non ho grande merito, ho avuto un dono che ho saputo far crescere”.

In Rai c’è anche spazio per la tv, con Giochi sotto l’albero, insieme a Ettore Andenna, tanto per citarne uno, di programma.

Ma la radio resta il vero amore. Tanto che ancora oggi ha un suo podcast. “Fin da piccola, ricordo che con mia madre e mia sorella ascoltavamo una sorta di commedia alla radio, all’ora di pranzo. Era un appuntamento fisso, non andavamo a tavola senza che la radio fosse accesa”.

Nel frattempo il mezzo è cambiato. In meglio per alcuni versi, un po’ meno per altri. “Sono contraria alla radiovisione. Se vuoi vedere un programma accendi la tv, se vuoi ascoltare una voce c’è la radio. Due cose in una volta sola è impossibile.

Nonostante le innovazioni, la radio è e rimarrà immaginazione”.


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8 aprile, 2024

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