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Cronaca - L'opera dell'artista tarquiniese, presentata ieri in anteprima, verrà posizionata nella rotatoria del Piano - Il sindaco Alessandro Giulivi: "Il maestro lascerà un ricordo tangibile nella sua città"

Una scultura di Claudio Capotondi all’ingresso di Tarquinia

di Samuele Sansonetti
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Tarquinia - Il bozzetto della scultura di Claudio Capotondi

Tarquinia – Il bozzetto della scultura di Claudio Capotondi


Tarquinia – Una scultura di Claudio Capotondi all’ingresso della città.

La novità è stata presentata ieri, prima del consiglio comunale di Tarquinia, alla presenza del sindaco Alessandro Giulivi e del vicesindaco Luigi Serafini.


Tarquinia - Luigi Serafini, Alessandro Giulivi e Claudio Capotondi

Tarquinia – Luigi Serafini, Alessandro Giulivi e Claudio Capotondi


Per il momento l’artista ha composto solamente un bozzetto che verrà trasformato nell’opera vera e propria nel giro di tre o quattro mesi. Alta più di 10 metri e chiamata “Poliedraspiga”, verrà posizionata all’interno della rotatoria del Piano.

“Già da alcuni anni parlavamo delle opere di Claudio Capotondi – ha spiegato il sindaco Alessandro Giulivi – e grazie a questa scultura, voluta fortemente dal nostro vicesindaco, lascerà un ricordo tangibile nella sua città”.


Tarquinia - Il bozzetto della scultura di Claudio Capotondi

Tarquinia – Il bozzetto della scultura di Claudio Capotondi


Nato a Tarquinia nel 1937 e trasferitosi a Roma dove ha iniziato la carriera artistica, Claudio Capotondi è tornato nella sua città natale da circa due anni. Attualmente il suo studio si trova nella zona artigianale tra il centro storico e il mare.

“Tarquinia è il mio amore e il mio ritorno era nel destino – ha detto Claudio Capotondi -. Questa opera è stata pensata quando ero a Pietrasanta, è il mio omaggio alla mia città nativa e si chiama ‘Poliedraspiga’ perché è un obelisco poliedrico. È composto da sei esaedri rombici espansi. Dall’ultimo uscirà un fascio di luce notturno. La materia scelta è l’acciaio e il significato è il continuo bisogno che l’uomo ha da sempre di Dio. Indica l’ascensione verso il cielo”.

Samuele Sansonetti


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25 aprile, 2024

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