Tribunale
Lodi – Mario Cattaneo, l’oste 73enne di Casaletto Lodigiano che la notte del 10 marzo 2017 aveva ucciso con un fucile un ladro che aveva sorpreso a rubare nel suo locale, è stato assolto anche dalla corte di appello di Milano.
L’uomo era accusato di eccesso colposo di legittima difesa e la procura generale, nei suoi confronti, aveva chiesto una condanna a tre anni di carcere. Ma i giudici della quinta sezione penale della corte di appello di Milano hanno confermato la sentenza di primo grado del tribunale di Lodi, modificando l’assoluzione dalla formula “perché il fatto non sussiste” a “perché il fatto non costituisce reato”.
“È arrivata la fine di un incubo – ha commentato Cattaneo dopo al sentenza -. Dopo sette anni siamo riusciti ad arrivare alla fine e sono contento che la giustizia, nella quale ho sempre avuto fiducia, ha fatto il suo corso. Ho sempre avuto tanta paura, però non ho mai mollato, ho sempre reagito fino ad oggi. Ho rivissuto attimo per attimo tutti quei passaggi che si sono susseguiti e ho sofferto tanto. Adesso non ho più parole perché mi sento commosso”.
La vicenda risale alla notte tra il 9 e il 10 marzo 2017, quando l’oste aveva sparato e ucciso uno dei ladri che aveva sorpreso a rifare nel suo locale. La vittima aveva 32 anni.
In favore di Cattaneo si erano espressi anche diversi esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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