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Tribunale - Quasi il doppio rispetto alla richiesta di un anno e tre mesi dell'accusa - Gli "aspiranti" ladri bloccati dai carabinieri

Tentato furto all’agenzia immobiliare, due anni e cinque mesi di carcere a uno dei banditi

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Carabinieri

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Orte – (sil.co.) – Si è chiuso ieri con una condanna a due anni e cinque mesi di carcere il processo per tentato furto aggravato in concorso, ai danni di un’agenzia immobiliare, a carico di uno dei due malviventi romeni di 33 e 35 anni arrestati la notte tra il 5 e il 6 maggio 2017 dai carabinieri in seguito all’allarme lanciato da una testimone. 

Era una notte tra venerdì e sabato della primavera di sette anni fa quando la coppia ha tentato di mettere a segno il colpo.

Due anni e cinque mesi di reclusione. Quasi il doppio rispetto alla più mite richiesta dell’accusa di una condanna a un anno e tre mesi, riqualificando il reato di tentato furto con scasso in danneggiamento, essendo stata la refurtiva recuperata nei pressi della macchina usata dai banditi per la fuga, ma avendo gli stessi forzato la porta d’ingresso dello stabile, visti da una donna alla finestra, che però in tribunale non è stata in grado di riconoscere l’imputato processato in solitaria, dopo che la posizione del presunto complice è stata stralciata. 

La coppia di aspiranti ladri, finiti a suo tempo agli arresti domiciliari per tentato furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, fu in breve bloccata dai carabinieri del Norm e della stazione di Vignanello, nonostante si fossero scagliati contro i militari che li avevano sorpresi in flagranza, tentando di darsi alla fuga in macchina. 

Il giudice Inghilleri, ieri, dopo una breve camera di consiglio, ha condannato l’imputato a due anni e cinque mesi di reclusione. 


– Provano a rubare in un’agenzia immobiliare, presi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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12 aprile, 2024

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