Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cara Tusciaweb,
Non si fa altro che piangere sullo stato sempre più desolante e desolato del centro storico della nostra città.
Viterbo credo che sia l’unico capoluogo di provincia in Italia che non ha un mercato alimentare coperto o almeno organizzato nel centro storico, giornaliero o settimanale che sia.
Ora, che sia nell’ex tribunale o magari a San Faustino luogo ormai storico per tale attività, dove è rimasto, non so ancora per quanto qualche “brandello” di attività, certo il tutto andrebbe organizzato con box gradevoli funzionali, omogenei, in armonia con l’aspetto storico di questi ambienti/luoghi, dedicati alle merceologie tipiche ortaggi porchetta, carne, pesce, formaggi del territorio, certo non ha alcun senso che ci siano due bancarelle al Sacrario, due a San Faustino, qualche altra alla Teverina, ecc .
Gli operatori e venditori sono sempre meno. La dispersione e la frammentazione non aiutano ad attrarre e rivitalizzare. Il centro è sempre più in sofferenza.
Leggo la notizia della nuova farmacia comunale al Riello. Ma non è venuto in mente a nessuno di riattivare la storica farmacia, una volta detta dell’Ospedale, di via Ascenzi? Locali già di proprietà pubblica, inutilizzati, ovviamente al Riello non lo sono… e non voglio pensare male. Non sarebbe un altro tassello positivo per il centro storico?
Sembra si sia alla ricerca di locali per la questura, qualcuno sta pensando di fare una seria verifica di fattibilità sulla ex Banca D’Italia. Credo che per dimensioni ci siamo, anche questo sarebbe un innesto molto forte e significativo per il centro, non ultimo anche in ragione di un presidio di sicurezza, per aree oggi abbastanza degradate, non secondario anche in questo caso l’aspetto immobiliare.
Riflessioni di un ultrasettantenne nato e cresciuto nel centro storico di Viterbo.
Nazzareno Paoletti
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