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Viterbo - Mario Brizi (parroco di Santa Maria Nuova) ripercorre la vita del santo nel giorno in cui si celebra la sua festa

“Cripino: santo, frate e cercatore”

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Viterbo - La chiesa di Santa Maria Nuova

Viterbo – La chiesa di Santa Maria Nuova

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il ritratto su tela di San Crispino da Viterbo conservato nel Museo Civico della città attribuito, a Domenico Corvi, esprime con realismo quello che il santo cappuccino è stato nella vita: uomo semplice, laborioso ed umile.

Il primo biografo di Crispino, fra Alessandro da Bassano, lo descriveva così: “questo santo fraticello fu di statura bassa, di corporatura macilenta, di colore olivastro, di fronte allegra, di occhi piccoli e vivaci, di barba corta e non folta, di voce chiara e di parlare e conversare dolce, scietto e ingenuo”.

Crispino era nato a Viterbo in via della Quiete il 13 novembre 1668 da Ubaldo Fioretti e Maria che gli imposero il nome di Pietro, come suo nonno. All’età di 25 anni nel Convento della Palanzana poté realizzare il suo sogno di vestire l’abito religioso dei Cappuccini entrando nell’Ordine come Fratello laico.In questo Convento, come negli altri dove fu destinato, nonostante il suo fisico gracile, svolse con dedizione svariati servizi: calzolaio, ortolano, cuoco.

Il periodo più lungo di vita religiosa lo trascorse ad Orvieto dove giunse nel 1709 e dove rimase per quasi quaranta anni come frate questuante. Un compito faticoso ma che gli permise di girare paesi e campagne del vicinato, di conoscere tantissime persone del popolo con le quali si rapportava con semplicità e un pizzico di buonumore che metteva anche i più semplici a loro agio. Le sue prediche non le faceva dall’ambone delle chiese, non essendo sacerdote, ma lungo le strade, nelle case che visitava per l’elemosina, nei cortili delle fattorie avendo per tutti una parola di conforto e di incoraggiamento.

Colloqui che molte volte avevano un seguito quando chi lo aveva anche occasionalmente incontrato  veniva a bussare al Convento dei Cappuccini per approfondire il discorso o per chiedere un aiuto.

Pur essendo un frate cercatore Crispino  aveva un principio a cui non venne mai meno: accettava tutto quello che la gente gli dava per il Convento, ma mai il denaro.

Nel 1747, malato di podagra, lasciò Orvieto e fu ricoverato nell’infermeria dei Cappuccini di Roma dove il 19 maggio del 1750, invocando la Madonna verso la quale aveva avuto una tenerissima devozione appresa dalla madre assidua del santuario della Madonna della Quercia, si addormentò nel Signore.

Giovanni Paolo II proclamo solennemente la sua santità in 29 giugno 1982.

Mario Brizi
Parroco Santa Maria Nuova


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19 maggio, 2024

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