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Cronaca - I carabinieri hanno eseguito 33 misure di custodia cautelare in diverse province - La sostanza arrivava in pacchi e poi ceduta anche a terzi

Droga ordinata dal carcere di Velletri e pagata dai parenti dei detenuti, arresti anche a Viterbo

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Viterbo – Droga ordinata dal carcere di Velletri e pagata dai parenti dei detenuti, arresti anche a Viterbo.


Carabinieri - foto di repertorio


Secondo quanto ricostruito, gli ordini partivano via cellulare dalla struttura carceraria di Velletri, poi i familiari dei detenuti provvedevano a pagare il dovuto tramite ricariche su prepagate. Sono 33 le persone arrestate stamani dai carabinieri, alcune già in carcere.

Lo stupefacente, hashish e cocaina sarebbe stato inviato ai detenuti in pacchi contenenti generi alimentari e poi ceduto anche a terze persone. Contesti diversi episodi di spaccio che sarebbero avvuti all’interno del carcere ai Castelli, fra gennaio e giugno dello scorso anno. Il volume d’affari calcolato si attesta sugli 80mila euro. 

Sono 33 le misure cautelari che da stamani i carabinieri, su delega della procura di Velletri, stanno eseguendo fra Viterbo, Frosinone, Roma, Rieti, Latina e Chieti. Cinque di lodo sono donna. Undici i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere e i rimanenti 22 ai domiciliari.

Le accuse a vario titolo sono per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, estorsione e accesso indebito a dispositivi per la comunicazione da parte di detenuti.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 maggio, 2024

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