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Viterbo - A lanciare l’allarme è il reggente della Fai Cisl Lazio Claudio Tomarelli: “Bene invece i provvedimenti che sta adottando il governo"

“Fotovoltaico, i progetti autorizzati dalla regione nella Tuscia rischiano di far perdere il 50% dei terreni agricoli”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Fotovoltaico, i progetti autorizzati dalla regione Lazio in provincia di Viterbo rischiano di far perdere il 50% dei terreni agricoli”. A lanciare l’allarme è il reggente del sindacato Fai Cisl Lazio, Claudio Tomarelli.

“È invece una notizia positiva – prosegue Tomarelli – il provvedimento del governo che regola il fotovoltaico nei terreni agricoli. Come Fai Lazio abbiamo sempre espresso criticità verso questo tipo di politica energetica, che avvantaggia i grandi gruppi finanziari a danno della produzione e del lavoro agricolo di qualità. È fondamentale invece assicurare la piena compatibilità tra la tutela delle nostre produzioni agricole e l’energia solare. Siamo contro il consumo del suolo e vogliamo salvaguardare il territorio, il nostro paesaggio e le nostre filiere alimentari”.


Claudio Tomarelli

Claudio Tomarelli


“La regione Lazio – aggiunge poi il reggente della Fai – ha autorizzato progetti per nuovi impianti fotovoltaici, solo nella provincia di Viterbo gli impianti fotovoltaici se realizzati, porterebbero ad una perdita di circa il 50% di terreni agricoli, sui già 70mila ettari di consumo del suolo a livello nazionale. Come Fai Cisl del Lazio non siamo contro all’installazione di impianti di energia solare, ma solamente se gli stessi vengono installati sui tetti delle stalle, sui capannoni, nelle serre e sulle pertinenze agricole senza sottrarre ai nostri agricoltori terreno coltivabile. L’installazione di pannelli a terra consuma suolo agricolo produttivo a danno delle nostre eccellenze regionali e dell’occupazione che il settore genera”.

Tomarelli fornisce anche alcuni dati sul consumo del suolo. “Il consumo del suolo nel Lazio è elevato – sottolinea infatti – e Viterbo, stando ai dati Ispra, si colloca al quinto posto in Italia per produzione di energia solare e al primo posto nel Lazio. Questo uso di pannelli solari e di centrali eoliche è un problema sia per la forte vocazione agricola e agroalimentare della nostra regione sia per il patrimonio di tradizioni di cui le aziende agricole e lavoratori sono custodi.


Fotovoltaico

Fotovoltaico


“Dobbiamo assolutamente impedire – conclude infine Claudio Tomarelli – che venga messo in discussione un territorio agricolo dove imprenditori seri, innovatori e coraggiosi investono sul capitale umano, sulle politiche green, sulle start tap e sul biologico. Abbiamo il dovere di tutelare le nostre riserve naturali e ambientali fondamentali per la biodiversità con paesaggi mozzafiato e con beni culturali importanti. Dagli Etruschi al Rinascimento passando per il medioevo. Un patrimonio inestimabile che va salvaguardato, tutelato e difeso. Perché non c’è cibo senza terra, così come non c’è lavoro di qualità. E senza cibo, terra e qualità non c’è futuro”.

Daniele Camilli


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17 maggio, 2024

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