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L'Irriverente

Generali in libera uscita…

di Renzo Trappolini
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Viterbo - Il generale Roberto Vannacci

Il generale Roberto Vannacci


Viterbo – È cresciuto un altro frate. Brodo lungo e seguitate. Anche nei partiti succedeva, quando in lista i democristiani mettevano gente che non avrebbe mai preso la tessera, tipo Umberto Agnelli, i radicali di Pannella, oltre che meritoriamente Enzo Tortora, candidavano Toni Negri e Cicciolina, i comunisti arruolavano manipoli di intellettuali, gli indipendenti di sinistra. Ad esempio Raniero la Valle, direttore dell’Avvenire come il successore Marco Tarquinio ora convocato dal Pd.

Quei testimonial ne erano fieri e i commilitoni li accoglievano nelle sezioni con entusiasmo foriero di un’imbarcata di voti, perché erano tempi di conventi ricchi, i partiti di voti e i loro dirigenti potevano permettersi di far posto agli oriundi.

Quando, però, le condizioni – i voti prevedibili – cambiano, pure il benvenuto ne risente, dato che, naturalmente, i frati vogliono rimanere ricchi, nonostante il brodo in restrizione. Pochi applausi, dunque, ai candidati imprevisti e figurarsi i voti alla cui cerca sono da tempo e tempo pieno votati gli addetti ai lavori, i già uscenti dal palazzo e quelli in attesa d’entrarvi.

Perfino per un generale come Roberto Vannacci, che è pure scrittore. Anzi, proprio perché in molte migliaia ne hanno letto i libri, grandi numeri che potrebbero trovare la strada delle urne. Così, nel comitato di accoglienza il vicepresidente del Senato, Centinaio, lo avverte: “Sceglierò uno del partito che si è fatto il mazzo nel territorio”, mentre presidenti, assessori e sindaci si dicono già impegnati per candidati locali. E lui, il generale? Ricambia: “Son problemi loro, io non ho la tessera”.

Si vedrà dunque e vedremo pure se per i militari la vita parlamentare può diventare roba da libera uscita. Fece, infatti, un certo effetto sentire a Palazzo Madama, nell’aprile 1980, attribuire le responsabilità del riarmo all’Occidente da parte di un senatore, il generale Pasti, che era tato vicecomandante supremo della Nato in Europa e che il Pci aveva eletto come indipendente di sinistra.

Renzo Trappolini


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2 maggio, 2024

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