Viterbo – (sil.co.) – Spaccio a San Faustino, nello zaino del pusher pericolose pasticche di metanfetamine.
Otto involucri di cellophane contenenti cocaina, un pezzo di hashish e tre pasticche di ecstasy. Sono il “bottino” sequestrato dai carabinieri della sezione operativa e della stazione di Viterbo al 34enne gambiano arrestato martedì sera in via Signorelli, nel cuore del quartiere di San Faustino.
Proprio sull’ecstasy si starebbe concentrando l’attenzione degli investigatori in quanto le pasticche di metanfetamine, per fattezza e tipologia, sarebbero risultate appartenere ad una fattispecie molto pericolosa per la salute, contenendo tre volte il principio attivo di ecstasy/mdma.
Le pasticche erano nascoste tra un fazzoletto e l’altro di un pacchetto che sembrava del tutto integro e mai aperto che il gambiano aveva nel proprio zaino.
Carabinieri – Controlli serrati nel centro storico
Il 34enne è stato intercettato dai carabinieri nel corso di un servizio antidroga in abiti borghesi attuato nel quartiere San Faustino, finalizzato proprio ad intercettare i pusher cittadini.
I militari lo hanno subito individuato, mentre si aggirava in via Signorelli, in quanto lo avevano gia arrestato a San Faustino lo scorso mese di gennaio, quando era stato trovato in possesso di diverse dosi di cocaina ed hashish. Motivo per cui, in sede di convalida, era stato sottoposto dal giudice Daniela Rispoli alla misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Viterbo, dove non avrebbe dovuto neanche mettere piede e dove invece si è fatto trovare ancora una volta in possesso di sostanze stupefacenti.
Come detto, non solo cocaina e hashish pronti per essere venduti al dettaglio ma, fatto del tutto inedito per la piazza di spaccio di Viterbo, anche alcune pasticche di metanfetamine, che per la loro fattezza e tipologia sono risultate appartenere ad una fattispecie molto pericolosa per la salute, contenendo tre volte il principio attivo di ecstasy/mdma, nascoste tra un fazzoletto e l’altro di un pacchetto che sembrava del tutto integro e mai aperto che teneva nello zaino.
Caso ha voluto che anche stavolta il processo per direttissima sia stato fissato davanti alla giudice Rispoli la quale, convalidando il secondo arresto per spaccio in quattro mesi, ha però disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico nel comune di Terni, dove risulta avere la residenza e dove è stato condotto dagli stessi militari che lo hanno arrestato al termine dell’udienza.
Al difensore Daniele Saveri è stato concesso un termine per valutare eventuali riti alternativi oltre che valutare come affrontare due identici processi per due arresti identici, sia per le sostanze che per il quartiere in cui sono avvenuti.
Il 34enne, per la cronaca, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati, rendendo spontanee dichiarazioni davanti al giudice per chiedere scusa dell’accaduto. Adesso dovrà restare agli arresti casalinghi in attesa del processo.
Silvana Cortignani
– Trovato con cocaina, ecstasy e hashish
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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