Il cimitero nuovo
Viterbo – “Appena si entra ce se pija a pizze… oppure ci si ammazza di pizzichi”. Cimitero nuovo, tra zanzare, insetti e l’erba alta, tutt’attorno. La confidenza è di un visitatore che va a trovare i propri cari. Visitatore che vuole restare anonimo. Visitatore che poi, passandoci in mezzo, al cimitero nuovo, tutti i torti pare non li abbia.
Viterbo – Il cimitero nuovo
Le foto rendono lo stato dell’arte in cui versa il cimitero a nord della città di Viterbo, accanto a quello monumentale. Il San Lazzaro. Farci un giro dà invece la sensazione, perché ogni tanto qualche schiaffone parte per ammazzare qualcosa che ti punge. E una volta fuori, finito il giro, sulla pelle il segno lasciato dalle unghie dovuto al prurito si nota.
Il cimitero nuovo è in fondo alla città, a ridosso della Cassia, quella che porta a Montefiascone, verso il lago di Bolsena e poi in Toscana. Appena si entra, sulla sinistra, a lato del piazzale, c’è una gru, altissima, che occupa la vista e sta lì da anni. Ad affiancarla, da una parte e dall’altra, due gradinate d’erba ormai secca. E Dio solo sa quello che ci sta in mezzo, ciò che ci vive, striscia e alberga.
Viterbo – Il cimitero nuovo
Incastonato, tra le giunture d’acciaio delle rampe che portano ai loculi, qualche nido di qualche bestia, cacca di piccione e un po’ d’incuria. La manutenzione, da queste parti, a volte, sembra quasi lasciare a desiderare. Umidità e intonaco così così. Accanto ai secchi della monnezza, in un anfratto del camposanto, pure una specie di discarichetta, accatastata lì alla bene e meglio. Poco più avanti, un altro vialone. Un boulevard d’erba secca.
Viterbo – Il cimitero nuovo
Anche l’ascensore che porta ai piani, e che dovrebbe facilitare la visita ai propri cari, a guardarlo bene non è di certo il meglio che ci si aspetta. Sembra infatti incerottato e degradato. Dentro, quelli che sembrano dei bocchettoni, arrugginiti. Voglia di metterci piede, benché funzionante, poca e niente.
Viterbo – Il cimitero nuovo
Infine, dulcis in fundo, il solito nastro, bianco e rosso. Quello che ti dice: qui non ci si può andare. Si vede dall’alto, sopra una specie di balcone, con tavole di legno a fare da parapetto.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il cimitero nuovo
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