Viterbo – (sil.co.) – Si è avvalso della facoltà di non rispondere il viterbese di 29 anni ai domiciliari da mercoledì per tentato omicidio e lesioni aggravate, dopo avere accoltellato un 33enne all’addome e una 25enne alla mano, sorpresi dall’aggressore mentre erano a bordo di una vettura a Soriano nel Cimino.
Era la notte tra il 18 e il 19 giugno. Il 29enne, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia, ieri ha fatto scena muta davanti al gip Savina Poli durante l’udienza di convalida. Il gip, che si era riservato, nel pomeriggio ha confermato gli arresti domicliari.
Proseguono nel frattempo le indagini dei carabinieri per ricostruire movente e dinamica della sanguinosa aggressione, che secondo una delle ricostruzioni potrebbe essere di natura passionale. Sarebbero stati ascoltati anche dei testimoni.
L’arrestato – che durante la fuga ha gettato il coltello poi ritrovato dai militari prima di essere bloccato e catturato a Viterbo, in via della Palazzina – potrebbe avere agito per gelosia della 25enne con cui avrebbe una relazione.
Dopo essersi affiancato con la sua auto alla vettura, al cui posto di guida sarebbe stata la donna, avrebbe affrontato il 33enne colpendolo con tre fendenti all’addome e ferendo con l’arma da taglio anche la 25enne che tentava di difenderlo.
La nota ufficiale dei carabinieri
Nel pomeriggio del 21 giugno, carabinieri della cCompagnia di Viterbo hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dall’Ufficio Gip del locale Tribunale, nei confronti del ventinovenne viterbese ritenuto responsabile di tentato omicidio alle pendici della Faggeta di Soriano nel Cimino, il 19 giugno scorso.
Il provvedimento è conseguito anche a seguito delle indagini sviluppate dai militari della stazione di Soriano nel Cimino (Vt), che nella circostanza, lo hanno notificato all’indagato nella sua abitazione del centro storico del capoluogo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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