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Viterbo - Vittima Alessandro Agostinello che punta il dito contro chi ha visto senza intervenire 

Gioielliere aggredito in centro: “È così tutti i giorni…”

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Viterbo - Via Cesare Dobici

Viterbo – Via Cesare Dobici

Viterbo – Gioielliere aggredito in centro si sfoga su Facebook. È successo venerdì 21 giugno a Alessandro Agostinello, 54 anni, titolare di un negozio di preziosi in via Cesare Dobici.

“Giornata lavorativa normale, entro alle 8 e finisco alle 19-20-21… non ho orario, come tanti, oggi alle 18,45”, inizia il suo racconto.

“Cinque-sei tra stranieri e italiani con due cani al guinzaglio che frequentano la zona del Sacrario tutti i giorni con birre sempre in mano, sono fuori al mio negozio”, prosegue.

“Mentre chiudo ho notato che fissavano – spiega -, e io – dovevo buttare il sacchetto dell’indifferenziata, proprio dove stavano loro  avrei potuto lasciarla vicino al negozio, ma non è dove la lascio sempre, quindi vado verso questo gruppo e lascio il sacchetto”.

“Subito cominciano a rompere il cazzo che la busta me la dovevo portare via – dice Agostinello – ed io gli dico che è lì che la lascio… un italiano mi sfida sotto alla faccia, era evidentemente fatto tra alcool e non so di cosa altro, ma viene portato via da un ragazzo di colore che stava con lui dicendomi di andare che ci pensava lui. 

Vado a prendere lo scooter, e questo tira la busta in mezzo alla strada strillandomi che la dovevo riprendere venendomi incontro, faccio altrettanto e cominciamo a discutere, improvvisamente mi da due schiaffi, il primo l’ho preso il secondo no”.

“Nel frattempo sempre il solito ragazzo di colore è corso a portarlo via, mentre gli altri venivano per aiutare il demente – sottolinea il commerciante -, ma l’unico ragazzo lucido mi chiede di andare, vedendo gli altri con i cani che venivano giù”.

“Ordinaria follia – spiega ancora – per me che non ho preso mai una pappata e ancora rosico per non averlo accontentato sul daje addosso, ma probabile non sarei a casa ma al pronto soccorso perché 5-6 e due cani sono sempre più di te”.

“Mi è stato detto chiama la polizia, e con quale risultato, questi fanno così tutti i giorni e chi ci abita o lavora lì vicino sa bene che sono sempre liberi – si sfoga – scusate ma quando sento parlare di Daspo urbano sorrido, recentemente ho visto anche la rissa con tanto di investimento… penso che è arrivato il momento di pensare che non va più bene così, a 54 anni non ci sto”.

“Mi è stato chiesto se ho avuto paura, non lo so – aggiunge – ma sarei potuto andarmene 2 volte e non l’ho fatto, anzi sono andato solo contro tutto il gruppo e quando intendo solo è letteralmente solo”.

“Ho ragionato molto sulle conseguenze delle mie decisioni in quel momento, mi sento responsabile di altre persone che lavorano con me e alla fine anche questo ha influito su quello che ho fatto”.

E ancora: “Pretendiamo di essere difesi dalla polizia sempre, ma questo non è possibile ovviamente. In compenso potremmo aspettarci una coesione, un aiuto, un fronte unico da chi vediamo tutti i giorni o semplicemente da persone perbene che vedono 6 delinquenti contro uno…. e forse questa è la cosa peggiore che è accaduta, vi spiego il perché”.
“Ieri mattina gente che mi conosce da 40 anni che lavora lì vicino, mi ha detto di aver visto tutto… punto fine… non hanno fatto un passo verso di me, non per fare una rissa, posso capire la paura di affrontare sti soggetti, ma neanche a strillare o far finta di chiamare la polizia. Bene questo per me è molto peggio di quello che è successo perché se vogliamo che non accadono cose così il primo passo lo dobbiamo fare noi, respingendo sti dementi tutti insieme, ma evidentemente finché non ti tocca da vicino è meglio farsi i cazzi propri, non sapendo però che oggi a me e domani a te”.


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25 giugno, 2024

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