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Pirati della bellezza - Reprint - Cultura - Viterbo - Luca Provvedi di We-Com che ha sostenuto l'iniziativa: "Sarebbe formativo estendere questa iniziativa anche ad altre realtà dove magari i ragazzi vivono in contesti più difficili"

“Il Pinocchio a 3mila bambini: il libro cartaceo permette un contatto fisico e diretto con la parola”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Il Pinocchio di Collodi regalato alle scuole elementari - Donate 3000 copie - La presentazione all'Unitus - L'imprenditore Luca Provvedi

Viterbo – Il Pinocchio di Collodi regalato alle scuole elementari – Donate 3000 copie – La presentazione all’Unitus – L’imprenditore Luca Provvedi


Viterbo – Il Pinocchio di Carlo Collodi con le illustrazioni inedite della viterbese Chiara Narduzzi, donato a 3mila bambini delle elementari di Viterbo, è arrivato in questi giorni in tutte le scuole primarie della città. In questa occasione pubblichiamo l’intervista a Luca Provvedi di We-Com che ha sostenuto l’iniziativa, unica in Italia. 


La sua azienda sostiene, insieme ad altre realtà, l’iniziativa di Piattaforma 2.0 di regalare una copia delle Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi (Galeotti Editore) a tutti i bambini delle scuole elementari di Viterbo. Ci vuole raccontare il tipo di lavoro della sua azienda, il target a cui si rivolge, quanti sono i vostri dipendenti?
“We-com è una realtà che comprende un gruppo di 5 aziende, una ramificazione nata dalla volontà di verticalizzare un po’ tutte le varie funzionalità che andiamo a coprire a livello di settore. Il primo nucleo è nato nel 2010 come azienda di system integrator. All’epoca eravamo io e un mio socio, poi con il tempo abbiamo avuto una crescita importante. Oggi We -com conta, come azienda stessa, circa 120 dipendenti. E, oltre a questa realtà, abbiamo anche l’azienda Reveal, che è uno spin off di Tor Vergata che si occupa di intelligenza artificiale e dove possiamo contare sull’esperienza e le capacità di due esperti in questo campo come Roberto Basili e Danilo Croci, che a mio avviso sono tra i maggior luminari in Italia che ci sono sull’intelligenza artificiale. Poi abbiamo Hi-tech che è un’azienda che si occupa di informatica sanitaria; Ilandia che è un’azienda che si occupa di webGis, quindi di sistemi cartografici territoriali. C’è anche Alkimya, azienda che si occupa di informatica sanitaria evidenziando le interazioni farmacologiche nelle cure terapeutiche applicate. In sostanza mappiamo tutti i bugiardini dei medicinali e, quando c’è una prescrizione medica, evidenziamo l’eventuale interazione tra i farmaci. In ultimo c’è Digit Consulting, azienda con cui abbiamo un accordo associato e che si occupa prettamente di consulenza. 

Le cinque aziende lavorano con la pubblica amministrazione e sono legate da un fil rouge dal momento che si occupano di integrazione di sistemi tra loro e in particolare con i sistemi di intelligenza artificiale. Oggi questo organico di aziende conta circa 230 addetti. Abbiamo diverse sedi in Italia. Oltre a Viterbo, ne abbiamo tre a Roma, una a Giarre, una a Firenze e una a Milano. La nostra realtà si basa su un modello etico, ossia che basa l’impostazione e la gestione dell’azienda sull’etica dell’essere umano, sulla crescita, la reciprocità. Il nostro obiettivo è quello di fare utili essendo utili alla società”.

Perché la sua azienda ha deciso di sostenere l’iniziativa di regalare un libro cartaceo a 3mila bambini delle scuole elementari di Viterbo?
“La mia azienda si occupa di digitale e quindi credo ovviamente che la tecnologia sia uno strumento fondamentale e su cui è necessario investire. Allo stesso tempo però credo, e per questo abbiamo sposato con entusiasmo il progetto, che oggi la nostra società stia percorrendo un cammino in maniera un po’ sbagliata perché il consumismo sfrenato e i fenomeni di globalizzazione ci stanno facendo perdere di vista quelli che sono i valori fondanti di una generazione. Ora va bene interpretarli con metodologie moderne, ma secondo me, come dicevano gli antichi, chi non ha memoria non ha futuro.

E la memoria può essere coltivata, sollecitata proprio dalla carta stampata e dai libri. Questi strumenti ci permettono di sviluppare una concentrazione che è scientificamente provata anche a livello mnemonico, un esercizio attraverso cui parole e concetti restano molto più impressi rispetto allo scorrere di un click.

Ed ecco quindi che Pinocchio, come tanti altri strumenti legati alla carta stampata, è importante perché ti permette di avere un contatto fisico e diretto con la parola. Il pensiero si sviluppa leggendo e lo vedi scorrere sulle pagine, lo puoi appuntare sul libro. In passato il libro lo scarabocchiavi, lo vivevi pagina dopo pagina. Il libro in questo senso diventa un ricordo fattivo e tangibile, che ti porta anche un po’ di concretezza”.


Viterbo - Il Pinocchio di Collodi regalato alle scuole elementari - Donate 3000 copie - La presentazione all'Unitus

Viterbo – Il Pinocchio di Collodi regalato alle scuole elementari – Donate 3000 copie – La presentazione all’Unitus


Viviamo ormai in un mondo sempre più digitalizzato. I bambini e i ragazzi hanno fin da piccoli un rapporto diretto con l’immagine digitale, grazie agli stimoli provenienti da tablet, computer, smartphone. In questo quadro in continua evoluzione, quanto è importante per i più piccoli vivere il contatto diretto con la carta stampata e con il libro in quanto oggetto fisico?
“Il libro, in quanto oggetto fisico, è importantissimo, non ci fa perdere contezza della realtà. E mi sento di dire che il rapporto con questo strumento andrebbe coltivato nel tempo e promosso. Un tempo i ragazzi effettuavano ricerche con l’aiuto delle enciclopedie e ogni lavoro era unico, frutto dell’elaborazione del singolo pensiero. Oggi ci avvaliamo del digitale anche per un semplice approfondimento e finiamo per avere prodotti simili e standardizzati. Stesso discorso per l’intelligenza artificiale che, se non è sorretta da contenuti e da persone che ne sappiano fare buon uso, può diventare un elemento spregiudicato e di controllo di massa.

Un suo utilizzo semplicemente ‘meccanico’ può portare all’omologazione di risposte e contenuti. Questo perché le macchine non inventano. Quello che la gente non sa è infatti che sull’intelligenza generativa o creativa ci possono essere dei processi, ma sono dei processi basati su degli elementi di calcolo. L’intelligenza artificiale può quindi essere di appoggio, ma non deve essere tutto. Altrimenti sarebbe una sconfitta per l’umanità, anche da un punto di vista etico.

In questo momento siamo un po’ una generazione incentrata eccessivamente sul valore del breve tempo inteso come un eccesso. In un certo senso ci stiamo mangiando tempo pensando che gli strumenti ce lo facciano guadagnare. Stiamo un po’ perdendo il sapore della realtà. Dobbiamo cercare di ricordare che le macchine non si possono sostituire a tutto. Rimane infatti fondamentale il contatto umano, il confronto, la ricerca, la condivisione sul lavoro. Altrimenti corriamo il rischio di devalorizzarci, sottovalutando i rapporti umani. Nessuno cresce senza il confronto e contatto con il collega gomito a gomito. Anche l’ultimo dell’azienda ti insegna qualcosa a fine giornata”.  

Cosa pensa e come ha vissuto l’idea che il libro regalato fosse proprio Il Pinocchio di Collodi, libro universale, testo tradotto in tutte le lingue del mondo e divulgatore di valori senza tempo?
“Regalando il libro di Pinocchio si è compiuta un’importante operazione pedagogica in quanto questo testo è portatore di insegnamenti che risultavano attuali nel 1800, lo sono oggi e credo che lo saranno anche tra cento anni. Se così non dovesse essere, vuol dire che è cambiata la società e non che Pinocchio non è più attuale. Siamo di fronte a un libro i cui valori non hanno temporalità. Inoltre possiamo anche dire che il libro di Collodi ha dato continuità alla storia perché è partito da alcuni concetti e scritti che esistevano già prima della sua pubblicazione e stesura. È un insieme di sintesi di esperienze vissute”.

Il libro regalato alle scuole è arricchito da 40 immagini dell’illustratrice Chiara Narduzzi, tributo ad Antonio Rubino. Uno stimolo in più per i ragazzi e la loro fantasia?
“L’illustratrice Chiara Narduzzi è stata bravissima. È riuscita a compiere un’operazione importantissima dove non ha copiato contenuti già proposti in passato, ma li ha reinterpretati dandone una nuova visione. Anche perché fare una copia è sempre un’operazione rischiosa. Il suo è un lavoro complesso e molto intelligente dove le immagini colpiscono subito grazie a forme stilizzate, sagomate. Ho apprezzato anche il fatto di aver reso digitale solo la parte della copertina e non tutte le immagini presenti nel libro. Se l’espediente fosse stato ripetuto, credo che nessuno avrebbe letto il libro. Un’idea quindi vincente, ma che è bene che sia stata ‘limitata’”.


Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi - Edito da Galeotti editore - Scarica l'app Artivive sul tuo telefono e inquadra questa immagine con il tuo smartphone e vedrai una piccola meraviglia fatta di bellezza e fantasia

Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi – Edito da Galeotti editore – Scarica l’app Artivive (Apple – Android) sul tuo telefono e inquadra questa immagine con il tuo smartphone e vedrai una piccola meraviglia fatta di bellezza e fantasia


Quanto è importante al giorno d’oggi avere il coraggio di continuare a investire nella cultura e nella formazione, in particolare a supporto delle nuove generazioni?
“È importantissimo e difatti il 30% del volume della mia azienda si basa su questo. La formazione, la ricerca, lo stimolo continuo sono il sale della vita. Le nuove generazioni sono il nostro futuro, il nostro investimento per la società che verrà. Bisogna quindi accompagnarle nella formazione e nello sviluppo della propria cultura personale. Va ricordato infatti che la cultura esiste in ogni ambito perché vuole dire consapevolezza di ciò che si fa. La cultura, la formazione, lo studio e lo sviluppo delle competenze sono essenziali per affrontare le sfide future”.

Il progetto di regalare un libro alle bambine e ai bambini ha messo insieme il mondo della scuola, le istituzioni e gli imprenditori. Quanto è importante fare rete sul territorio per promuoverne la crescita e valorizzarlo?
“Fare Rete sul territorio vuol dire agire responsabilmente per il bene di una comunità e questo è fondamentale. La collaborazione tra diversi attori territoriali è indispensabile per incidere in maniera ancora più significativa rispetto al singolo. Ogni realtà e ogni essere umano può dare un notevole apporto con il suo contributo. E più tavoli di confronto vengono istituiti, più si cresce. Non c’è gioia più bella di condividere il sapere. E, a questo proposito, mi sento di dire che il nostro territorio avrebbe bisogno di maggiore confronto e condivisione nel campo della tecnologia. Sarebbe bello e proficuo dare spazio a momenti di dialogo e discussione”.

Crede che possa essere formativo estendere questo progetto anche ad altre scuole, oltre a quella di Viterbo?
“Assolutamente. È una proposta che vorrei avanzare io stesso. La nostra azienda ha una serie di collegamenti con dei comuni come Corleone, Mezzojuso, Caivano, dove molti ragazzi vivono una realtà difficile e complessa. Sarebbe una bella idea portare questa iniziativa a livello simbolico in queste città. La cultura salva sempre e soprattutto può essere una via di uscita in contesti complicati dove il senso della formazione e dello studio manca. Qui determinati valori, che Pinocchio trasmette, potrebbero trovare terreno ancora più fertile. Si pensi a come i bambini e ragazzi potrebbero interpretare la tentazione del gatto e la volpe o il disagio di Geppetto che vende la giacca per comprare l’abbecedario. Un gesto che in qualche modo, in questi contesti, credo venga compiuto da molti genitori per cercare di dare un futuro ai loro figli”.

Alla presentazione dell’iniziativa di Piattaforma 2.0 hanno partecipato tantissimi bambini, un evento che li ha particolarmente coinvolti. Qual è stata l’emozione più forte nel vivere l’intera iniziativa e quella giornata?
“Vedere così tante bambine e bambini nella stessa sala e con il libro in mano è stato molto emozionante. Per noi, ma credo anche per loro. Per un attimo mi sono risentito bambino anche io, mi sono sentito uno di loro. Nei loro occhi vedevo la curiosità e non mi sono potuto trattenere dal rivolgere loro una domanda. Ho chiesto: ‘Quanti di voi l’hanno letto, alzino la mano?’. Non hanno alzato tutti la mano e allora faccio un invito: torniamo a leggere i libri ai nostri figli, raccontiamogli le storie prima di andare a dormire. Così avranno uno strumento in più, quello della capacità della lettura e anche quello della comprensione. Leggere aiuta anche a empatizzare con l’altro, a farsi domande, a cercare di capire anche ciò che si discosta dal proprio pensiero. Alimentiamo questa buona pratica anche nelle scuole. Anche perché, come ho ricordato in sala il giorno della presentazione dell’iniziativa, i bambini si ricorderanno sempre da grandi della loro prima maestra. Più di ogni altra insegnate o professoressa incontrata successivamente nel loro cammino”.

Maurizia Marcoaldi


Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, donato a 3mila bambini delle elementari di Viterbo da istituzioni e imprese, è un grande e unico evento culturale ideato e realizzato da Piattaforma 2.0 in collaborazione con la fondazione CarivitUnitusprovincia di ViterboNou GroupEleonora BonucciWe-ComSaggini costruzioni. E con il patrocinio dell’ufficio scolastico regionale Lazio-ambito territoriale di Viterbo, della diocesi di Viterbo, della Biblioteca consorziale di Viterbo, del Sodalizio facchini di Santa Rosa, e di Majakovskij comunicazione e design studio.


 – Sergio Saggini: “Il Pinocchio a 3 mila bambini: il libro cartaceo lascia spazio alla fantasia e arricchisce il vocabolario”


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16 giugno, 2024

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