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Tarquinia - L'associazione ambientalista inserisce l'impianto in costruzione tra le 13 "Buone pratiche" del rapporto "Comuni rinnovabili 2024"

Legambiente: “L’agrivoltaico di Piani della Marina è un esempio di innovazione e integrazione”

di Samuele Sansonetti
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Tarquinia - L'agrivoltaico di Piani della Marina

Tarquinia – L’agrivoltaico di Piani della Marina


Tarquinia – Tarquinia inserita nel rapporto “Comuni rinnovabili 2024” di Legambiente.

Il comune della Tuscia, tra i più grandi del Lazio per estensione territoriale, finisce tra le 13 “Buone pratiche” del dossier redatto dall’associazione ambientalista grazie all’agrivoltaico di Piani della Marina.

Con il rapporto “Comuni rinnovabili 2024” L0egambiente ha provato a scattare la fotografia della situazione attuale rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione. In estrema sintesi, con 5,79 GW di nuove installazioni di rinnovabili nel 2023, dopo 12 anni in Italia le fonti rinnovabili tornano a crescere facendo registrare un +4,2 GW rispetto al 2012 e un + 2,6 GW rispetto al 2022. A fare da traino è il solare fotovoltaico con 5,23 GW di nuova potenza installata, seguito dall’eolico che registra, anche se con un ritmo più lento, un incremento di potenza di 487 MW.

Tra gli esempi da seguire segnalati dal dossier c’è quello del parco solare di Tarquinia che è attualmente in costruzione e sarà il più grande impianto fotovoltaico d’Italia. L’impianto sarà costituito da oltre 300mila pannelli disposti su un’area di 220 ettari, per una potenza complessiva di circa 170 MW di capacità completamente rinnovabile.

“L’agrivoltaico di Piani della Marina – si legge nel rapporto -, realizzato da Enel green power, rappresenta un esempio di innovazione e integrazione con il territorio. Una volta raggiunta la piena operatività sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 100mila famiglie, evitando l’emissione in atmosfera di circa 130mila tonnellate di CO2”.

In poche parole l’impianto permetterà di evitare il consumo di circa 26 milioni di metri cubi di gas ogni anno. Queste performance saranno possibili anche grazie all’utilizzo di pannelli solari bifacciali (che assorbono energia sia sulla superficie anteriore che su quella posteriore) montati su tracker, dispositivi in grado di modificare l’orientamento dei pannelli per “inseguire” il sole.

“I terreni utilizzati per lo sviluppo dell’impianto – conclude il rapporto – manterranno la stessa vocazione agricola che avevano prima della costruzione, con coltivazioni di foraggio e borragine nelle aree libere tra le file dei pannelli e nelle fasce di rispetto degli elettrodotti aerei, e coltivazioni di ulivi nelle fasce perimetrali. Prodotti che creano ulteriore valore per il territorio:
il foraggio, infatti, verrà destinato alla produzione di fieno per l’alimentazione degli animali presenti nell’azienda agricola, la borraggine per la produzione di miele e gli alberi di ulivo, oltre a garantire la produzione di olio, fungeranno da cintura verde attorno all’impianto dando armonia al paesaggio”.

Samuele Sansonetti


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9 giugno, 2024

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