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Viterbo - Comune - Interviene l'associazione "Il cuore nella Tuscia": "È giunto il momento per la sindaca Frontini di lasciare la carica"

“Lo scenario politico viterbese sta degenerando in uno stato di deprecabile autarchia”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le rappresentanze sindacali sono da sempre portatrici di interessi collettivi di parte: hanno cioè il compito di rappresentare un interesse comune a più individui. Tale obiettivo di rappresentanza non deve essere assimilato alla rappresentanza prevista dal diritto privato: esso infatti non ha come fine il perseguimento di uno specifico interesse individuale (come nel rapporto civilistico tra rappresentante e rappresentato), ma l’individuazione di un interesse “mediato” tra quelli individuali affidati alla singola organizzazione sindacale: un interesse proprio di ogni associazione sindacale. È per questo motivo che si parla di rappresentatività e non di rappresentanza.

L’importanza dell’individuazione dei sindacati maggiormente rappresentativi nasce dalla necessità da parte dello stato di avere interlocutori stabili nella predisposizione delle riforme, essendo oggettivamente impossibile rinvenire autonomamente l’interesse di ogni singolo lavoratore.

I dipendenti del comune di Viterbo sono in stato di agitazione. La decisione è stata assunta nel corso di un’assemblea, a seguito del consiglio comunale che si è tenuto la scorsa settimana: in quell’occasione la sindaca Chiara Frontini ha riversato sugli uffici e sulle figure professionali che li compongono le colpe per i ritardi nella progettazione, nello sviluppo e nella realizzazione delle variegate attività afferenti l’amministrazione cittadina. Non è ovviamente l’unica motivazione che ha portato allo stato di agitazione e alla richiesta di un intervento da parte delle sigle sindacali per trovare una mediazione.

Il proclamato stato di agitazione del personale è dovuto ai ripetuti attacchi del primo cittadino avvenuti a mezzo stampa e in consiglio comunale, a danno dei propri dipendenti sono testimonianza incontrovertibile di un’ espressione della chiara volontà politica di disconoscere l’operato dei dipendenti e di screditare l’intera compagine lavorativa».

Le sigle sindacali sono immediatamente corse in soccorso del personale “accusato” di scarsa professionalità, costituendo un fronte compatto a tutela della deontologia degli impiegati di palazzo dei Priori. Dure le prese di posizione degli esponenti di Cgl, Cisl, Uil, le quali nel pieno rispetto delle loro funzioni hanno chiesto le immediate dimissioni del primo cittadino viterbese, reo evidentemente di screditare pubblicamente l’ intero complesso amministrativo da lei guidato.

Ma l’attacco è esteso anche agli assessori, che non si sono mai espressi a difesa dei dipendenti. “Rileviamo la mancata applicazione di istituti fondamentali per la valorizzazione e l’incentivazione del personale che da anni opera all’interno degli uffici, con competenza e diligenza. In particolare, si è assistito allo smantellamento dell’ufficio lavori pubblici e al trasferimento imposto di diverse unità di personale da un ufficio all’altro, con la conseguenza di aver perso alte competenze interne”. L’ufficio lavori pubblici, criticato dal sindaco in diverse occasioni , si conferma il fronte caldo.

Non mancano rivendicazioni più tecniche. “L’amministrazione – spiegano i sindacati – non intende avvalersi in maniera strutturata delle crescita di carriera cosiddetta ‘verticale’, che consentirebbe di potenziare il personale interno”.

Alla luce dei fatti lo scenario politico viterbese sta degenerando in uno stato di deprecabile autarchia, quasi insensibile alla deriva a cui si sta consapevolmente abbandonando: possiamo ancora rimanere in attesa di avviare il confronto auspicato e risolutivo con la sindaca Frontini? Crediamo di no, sarebbe giusto avviarsi consapevolmente al passo d’addio.

Rivolgendoci a tutto l’organo consiliare nelle sue diverse cariche, chiediamo loro un atto di responsabilità mirato a far riflettere il primo cittadino, molto più attento alle presenze istituzionali che propenso al confronto. Una volta si giudicava la nuova amministrazione dopo cento giorni, noi abbiamo atteso due anni, abbiamo avuto tanta pazienza, però il tempo passa e non succede niente, siamo stati travolti da ondate di belle parole, ma poi alla fine non si arriva mai al dunque, le pur significative dichiarazioni di principio hanno bisogno di risposte ed atti concreti e la sindaca Frontini ha disatteso tutto, per questo è giunto il momento di lasciare la carica a qualcuno più pronto e capace.

Il cuore nella Tuscia


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9 giugno, 2024

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