Roma – Il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge sull’autonomia differenziata nel tardo pomeriggio di ieri: entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Sergio Mattarella
La legge ha infatti superato l’esame da parte del capo di stato, che non ha individuato manifesti profili di illegittimità rispetto alla Costituzione. Promulgando la normativa, Mattarella ha anche smentito le ipotesi paventate nei giorno scorsi di un esame non veloce da parte del Colle. Il provvedimento era stato d’altronde approvato in via definitiva il 19 giugno dalla camera dei deputati e il capo dello stato l’ha firmato in tempi ordinari.
La legge sull’autonomia differenziata permette il passaggio di funzioni, in tutto 23, dallo stato alle regioni: tra queste materie ci sono anche la tutela della salute, istruzione, sport, ambiente, energia, trasporti, cultura e commercio estero. Lo spostamento di funzioni e competenze non è comunque automatico: le regioni devono infatti avviare delle trattative e raggiungere un accordo con lo stato, che a sua volta può e deve definire degli standard minimi di efficienza che gli enti regionali devono soddisfare per le materie su cui ottengono l’autonomia.
“Questa è una data storica – ha commentato il presidente della regione Veneto Luca Zaia, tra i maggiori sostenitori dell’autonomia -. Adesso attenderemo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale per chiedere di partire con le trattative rispetto alle materie previste dalla Costituzione”.
Ma l’autonomia differenziata potrebbe non essere ancora un capitolo chiuso. Si ipotizza infatti che le cinque regioni guidate dal centrosinistra – Campania, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Toscana – comincino a muoversi per raggiungere le 500mila firme necessarie per indire un referendum e chiedere l’abrogazione della legge.
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