Viterbo – Consiglio provinciale, si lavora a una maggioranza all inclusive. Tutti i gruppi compresi, con ruoli diversi.
Viterbo Consiglio provinciale
L’intesa ancora non c’è, ma le trattative sì e lunedì prossimo si entrerà nel vivo, con il presidente Alessandro Romoli che aprirà una sorta di consultazione proprio per valutare la possibilità di portare tutti in quella che chiama la casa dei comuni.
Pare che Romoli abbia predisposto uno schema di deleghe da assegnare a ogni forza presente a palazzo Gentili. Dal Pd a FdI, FI e la civica per la Tuscia. Uno schema da cui partire.
Da quando sono state tolte competenze e non è più eletto dai cittadini ma dagli amministratori, l’ente continua a operare in settori importanti, ma la parte politica è un po’ più sfumata.
Qui sarebbero possibili accordi altrove non immaginabili. Come quella, straordinaria per il periodo, trovata in fase Covid.
Se un’intesa Pd – Forza Italia, che finora ha governato i primi due anni d’amministrazione Romoli, è possibile, con sei consiglieri più il presidente, a questi potrebbero aggiungersi i due consiglieri della civica per la Tuscia.
Più difficile, convincere Fratelli d’Italia. Seppure si stia mediando. Anche per via di vecchie ruggini.
Il 24 giugno è già convocato consiglio provinciale per le comunicazioni e le commissioni.
Deleghe, presidenze, su questo si sta discutendo, oltre agli obiettivi da raggiungere. E alla vicepresidenza. Dovrebbe andare al Pd, ma c’è chi sostiene che per un eventuale accordo, FdI l’avrebbe richiesta. Seppure per il gruppo sarebbe pronta una delega pesante fra quelle da assegnare ai consiglieri.
Tutto da mediare e verificare.
Giuseppe Ferlicca
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