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Viterbo - Comune - L’assessore Emanuele Aronne alla presentazione del seminario Beauty and the Built landascape - Dal 20 al 21 giugno in sala Regia

“Urbanistica, dobbiamo uscire dalle mura di porta Faul”

di Giuseppe Ferlicca
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Danilo Pasquini, Giorgio Saraconi, Chiara Frontini, Emanuele Aronne e Maria Rita De Alexandris

Danilo Pasquini, Giorgio Saraconi, Chiara Frontini, Emanuele Aronne e Maria Rita De Alessandris

Viterbo –  “Dobbiamo uscire dalle mura di porta Faul”. Così l’assessore alla qualità urbana Emanuele Aronne alla presentazione del seminario Beauty and the Built landascape che si terrà nella sala Regia di palazzo dei Priori a Viterbo 20 e 21 giugno.

“Un seminario – spiega la brochure dell’evento – in preparazione del congresso internazionale di urbanistica che si terrà nel giugno 2025. Trentadue studiosi e professionisti provenienti da 16 paesi diversi, quattro continenti, daranno un contributo sul tema La bellezza e il paesaggio costruito”.

Assieme ad Aronne, questa mattina nella sala consiliare di palazzo dei Priori ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, la consigliera Maria Rita De Alexandris, Giorgio Saraconi, presidente ordine provinciale dell’ordine degli architetti e Danilo Pasquini, architetto organizzatore del seminario.

“Il seminario e il congresso del prossimo anno – prosegue la brochure dell’evento – hanno l’obiettivo di stimolare, dopo un lungo periodo di disinteresse, l’attenzione del dibattito disciplinare sul ruolo fondamentale della bellezza ambientale per il piacere, la salute e la felicità umana, e su come una più profonda consapevolezza da parte della teoria e della pratica della progettazione urbana possano promuovere ambienti più belli per la vita degli esseri umani”.

“Bene il dibattito – aggiunge Aronne -, ma per farlo dobbiamo conoscere altre esperienze. Le esperienze che vengono dal mondo e che hanno cambiato alcuni territori vanno ascoltate”.
“Un’iniziativa – continua Frontini – che valorizza l’identità della città e ci inserisce in un contesto regionale e nazionale”.

“Un corso – sottolinea Saraconi – che coinvolge 16 nazioni e 4 continenti, in parte in diretta e in parte in presenza”.

“Perché Viterbo? – sottolinea Pasquini -. Perché la città lo merita, per la qualità architettonica, caratterizzata da aspetti che hanno un valore fondamentale. La bellezza ha anche un valore economico. Nel momento in cui un imprenditore realizza qualcosa di bello, sicuramente quello che ha realizzato acquista valore”.

“Sempre di più Viterbo viene scelta per eventi di questa caratura – conclude De Alexandris -. E questo ci fa capire quanto la nostra visione della città sia quella giusta”.

Daniele Camilli


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17 giugno, 2024

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