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Lettere - Tarquinia - Luigi De Pascalis (M5s) replica al professore Piero Morpurgo

“Ztl a Tarquinia, non abbiamo mai parlato di smantellamento…”

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Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile professore Morpurgo, le scrivo dopo aver letto la sua lettera al direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti e averci pensato un po’, com’è doveroso in caso che a scrivere non sia un politico in faticosa lotta con la lingua italiana ma uno storico del medioevo, un filologo e tanto altro a cui va tutto il mio rispetto.

Tarquinia - La Ztl in centro storico

Tarquinia – La Ztl in centro storico


Si dà il caso che in questa tornata elettorale mi sia assunto l’onere e l’onore di coordinare il gruppo incaricato di stendere il programma e di curarne la stesura definitiva.

Ebbene, lei, in apertura del suo intervento asserisce di essere sgomento: “Perché il fronte progressista e i verdi alle elezioni comunali di Tarquinia propongono lo smantellamento della ztl sostenendo l’apertura, senza regole e senza studio dei flussi, del cosiddetto anello interno”.

Sgomento a mia volta per aver scritto una simile corbelleria, sfuggita peraltro a tutti coloro che con me hanno collaborato alla stesura del programma, sono andato a rileggermi il passaggio incriminato.

Ed eccolo testualmente: “Al fine di ripristinare collaborazione e dialogo tra comune e cittadini è nostra intenzione: affrontare il problema della viabilità che negli ultimi anni ha costituito un elemento di grande disagio. Questa dovrà essere complessivamente rivista alla luce di una organica e strutturata visione del modello di città che vogliamo realizzare, proponendo un Piano Generale di Mobilità Urbana che risponda a criteri di sostenibilità e di razionalità.

In questo dovranno essere compresi: un piano parcheggi integrato, l’individuazione di una zona a traffico limitato (ZTL) che coniughi le esigenze di tutela dell’ambiente e del patrimonio monumentale con quelle della attività commerciali e produttive e con le necessità quotidiane dei residenti con particolare riguardo alle categorie più fragili. A tale scopo sarà istituito un tavolo di concertazione che raccolga le istanze dei cittadini  e ne tenga presenti le esigenze”.

Riletto il passaggio che non parla di smantellamento della ztl senza regole e senza studio dei flussi, mi sono tranquillizzato: non sono stato io a scrivere corbellerie ma lei a leggere un po’ distrattamente, diciamo.

Potrebbe essere, però, che non le garbi che in merito alla viabilità venga sentita anche (anche!) la cittadinanza, nel qual caso le comunico, se già non se n’è accorto, che i tarquiniesi (e gli italiani tutti) sono stufi di sentirsi calare dall’alto progetti che ne sconvolgono la vita e spesso sanno più di capriccio che di disegno ragionato. Vogliono discutere, approvare e partecipare attivamente. Tuttavia mi rifiuto di credere che sia questo a scandalizzare una persona della sua cultura.

Spero dunque che in una prossima lettera aperta vorrà gentilmente spiegare da dove le sia venuta l’idea che qualcuno intenda rimodulare la ztl di Tarquinia con il segreto progetto di abrogarla. Noi non ne abbiamo mai parlato in questi termini né sul programma né nei numerosi incontri con i cittadini.

Ho molto apprezzato la parte della sua lettera riguardante la nascita e lo sviluppo delle aree pedonali a Roma. Ho vissuto nella capitale dagli anni ’60 al 2000, anno in cui mi sono trasferito a Tarquinia, dunque ricordo perfettamente Piazza del Popolo ridotta a parcheggio. In cambio confesso di non sapere molto di Bruxelles, di Barcellona ecc. Ma le faccio presente che si tratta di città estesissime e provviste di metropolitane che non possono essere paragonate a Tarquinia.

Ztl sì, assolutamente, ma – le chiedo – come possono essere adottati gli stessi rigidi criteri in una cittadina di 16mila abitanti e in una metropoli (Roma, nel caso) con milioni di residenti, più centinaia di migliaia di pendolari e di turisti al giorno?  Questa sì che sarebbe demagogia!

Concordo con lei che occorra guardare al futuro, non al passato. E concordo quando scrive: “Quel che non funziona a Tarquinia è l’assenza di un servizio di minibus e/o taxi pubblici che possa permettere ai cittadini, ai lavoratori e ai turisti di spostarsi in città”.

Anzi, concordo così tanto che la invito di nuovo a leggere finalmente il nostro programma alla voce Turismo, dove è scritto tra l’altro: “…potenziare i percorsi pedonali, abolire le barriere architettoniche, istituire un efficace sistema di bike sharing; regolamentare adeguatamente la zona sosta camper…; potenziare l’utilizzo di Ncc e taxi con colonnine a Barriera San Giusto, tombe etrusche, Lido”.

La saluto cordialmente.

Luigi De Pascalis (M5s)


– “Ztl a Tarquinia, un progetto da difendere in linea con l’Europa e con la scienza…”


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2 giugno, 2024

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