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Emergenza idrica - Il comitato cittadino di Valentano interpella il presidente della provincia

“Aumenti delle bollette dell’acqua, Romoli appoggi la nostra iniziativa di richiesta di revisione della legge Galli”

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Valentano

Valentano

Valentano – “Aumenti delle bollette dell’acqua, presidente Romoli appoggi la nostra iniziativa di richiesta di revisione della legge Galli”.

È la lettera che Secondiano Veruschi a nome del comitato cittadino di Valentano per la difesa dell’acqua pubblica, ha inviato al presidente della provincia, Alessandro Romoli, portando all’attenzione sull’emergenza idrica di queste settimane e sui costi delle bollette.

“Preliminarmente le faccio presente che, nelle settimane precedenti, ci siamo rivolti al prefetto, con una lettera aperta, girata anche alla stampa, locale e nazionale, e ad eccezione di qualche sito on line, che ringrazio pubblicamente, non abbiamo avuto alcun cenno di riscontro – scrive Veruschi -. Ora, noi comprendiamo, come in questo momento, sui tavoli della politica, e quindi anche della stampa vi siano problematiche ben più gravi, vedi le due guerre che si stanno combattendo in Ucraina e in Palestina, oppure, il problema del sovraffollamento carcerario, che giustamente va affrontato con la dovuta attenzione, poiché la salute dei detenuti va tutelata, ancora, dobbiamo confrontarci tutti i giorni con i gravissimi problemi che hanno le minoranze, siano esse religiose o di genere, e che giustamente vanno tutelate, e quindi richiedono massima attenzione da parte delle autorità e della stampa, poiché il razzismo, sotto ogni sua espressione è da condannare e combattere. Oltre ai gravissimi problemi di cui sopra, il nostro paese, deve fare fronte
quotidianamente a tutta una serie di emergenze che tengono occupata la politica nel suo complesso.

Quello che noi vorremmo portare alla sua attenzione, è un piccolo problema che riguarda una piccola provincia di poco più di trecento mila abitanti. Questo problema si chiama Talete.

Come certamente lei saprà, da quest’anno, gli ultimi comuni restii a cedere il servizio idrico a detta società, sono stati obbligati a passare la mano, in virtù di una legge, la legge Galli. Gli effetti di tutto ciò, sono stati a dir poco devastanti per le tasche dei cittadini interessati, con aumenti delle bollette a dir poco spropositati”.

Il problema dell’acqua, per il comitato di Valentano, è qualcosa che non va sottovalutato e su cui orge lavorare.

“Vero è che in questo paese – prosegue Veruschi -, come sopra accennato, ci sono emergenze quotidiane che riguardano delle minoranze, che ribadisco vanno tutelate in tutti modi e con tutti i mezzi possibili, ma io mi chiedo, quando e sottolineo quando, la politica, si vorrà occupare di un problemuccio come quello dell’acqua che riguarda la maggioranza di una popolazione che, quotidianamente e silenziosamente, nel rispetto delle leggi, della moralità e del prossimo, ha contribuito con il suo lavoro alla prosperità di questo paese, senza nulla chiedere, una maggioranza silenziosa, che non accampa pretese, paga le tasse, e che tasse, e si vede quotidianamente vessata.

Oggi, viviamo in un contesto dove, queste maggioranze silenziose si vedono contrarre ogni giorno i propri diritti. Allora signor presidente, mi chiedo, come persona che si sente parte di queste masse, quando verrà il momento che, questa politica, si degnerà di dare ascolto alla nostra voce?

L’accesso all’acqua è un diritto universalmente riconosciuto, impedire ciò è reato. Con la cessione del servizio idrico a Talete, tale diritto viene fortemente compromesso, visti i prezzi praticati”.

Poi la proposta del comitato sulla legge Galli.

“Quello che noi chiediamo con forza – si legge nella lettera -, è che la legge Galli venga rivista, in un ottica diversa, e venga lasciata libertà di scelta ai comuni se aderire o meno a questi consorzi. Notizie di questi giorni, che mi lasciano perplesso e sconcertato, riguardano una presunta carenza idrica in provincia, denunciata da alcuni sindaci, o in un caso ancora più grave, come quello del comune di Capodimonte, l’acqua sarebbe contaminata da non si sa quale batterio, tanto da vietarne l’uso per scopi alimentari se non previa
bollitura di 10, 15 minuti.

Per quanto riguarda la carenza idrica, ho avuto modo di apprendere, leggendo qua e là sulla stampa locale, che la colpa sia da attribuire alla scarsità di precipitazioni e ad uno spreco dell’acqua da parte della popolazione. Nessuno si è degnato di evidenziare che probabilmente la mancanza d’acqua è dovuta soprattutto alle condizioni disastrose in cui versano le condutture idriche.

Per il comune di Capodimonte, oltre all’ordinanza da lei emessa dove si parla genericamente di acqua non potabile, non ci è dato sapere a cosa siamo difronte , le autorità sanitarie non si sono pronunciate, Talete latita e noi siamo costretti a vivere nel dubbio se utilizzare o meno l’acqua che esce dai rubinetti. Inoltre, non è dato sapere se, tale situazione potrebbe interessare anche altre falde acquifere, oltre quella che approvvigiona il comune di Capodimonte”.

Il comitato fa, quindi, un focus sulle condutture e chiede chiarimenti al presidente della provincia.

“Vorremmo anche sapere se è lecito – prosegue la nota -, le modalità di gestione del servizio idrico da parte di Talete, ovvero, quanti soldi vengono investiti nella manutenzione delle condutture, quanti ne vengono investiti negli impianti di depurazione, quanti operai e impiegati conta Talete, quali sono le mansioni ad essi demandate e soprattutto le modalità di assunzione.

Inoltre, vorremmo sapere come vengono definite le tariffe e i costi riportati in bolletta, chi li stabilisce e sulla scorta di quali disposizioni di legge, altresì, vorremmo sapere con quali criteri vengono stabilite le fasce di consumo dell’acqua. Ci piacerebbe anche visionare il contratto che ci lega a Talete, visto che ci fornisce un servizio pagato molto profumatamente, contratto che non abbiamo mai avuto il piacere di leggere e firmare. Magari su questo punto sto dicendo un’inesattezza, ma chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

Insomma signor presidente, ci piacerebbe conoscere un po’ meglio il pianeta Talete, saremmo curiosi di capire come vengono utilizzati i nostri soldi, visto che non molto tempo fa sulla stampa locale è apparso qualche articolo che metteva in dubbio la stabilità economica della società”.

La lettera si conclude con la richiesta del comitato al presidente della provincia di poter appoggiare l’iniziativa che li vede in prima fila nel chiedere una revisione della legge Galli.

“Le chiedo signor presidente – scrive Veruschi -, a nome del comitato, visto che lei rappresenta questa provincia, la possibilità di valutare l’ipotesi di appoggiare la nostra iniziativa, che consiste nel chiedere una revisione della legge Galli, facendo in modo che, l’adesione a tali consorzi sia facoltativa da parte dei comuni e non più obbligatoria, cosa che dovrebbe essere abbastanza agevole, visto come negli ultimi
tempi le riforme in materia di leggi sono state fatte ed approvate in tempi abbastanza brevi, vedasi la modifica della prescrizione allungata ed accorciata a seconda degli usi e costumi, le ultime modifiche al codice penale e al codice di procedura penale.

Semplificando un po’ la cosa mi viene da pensare che, se siffatte riforme, che hanno un impatto enorme nella vita quotidiana di milioni di persone, sono state fatte in scioltezza, modificare un leggina che porta notevoli aggravi di spesa per i cittadini già duramente
provati da aumenti sconsiderati dovrebbe essere una cosa abbastanza semplice.

Infine, nel porgerle i nostri più rispettosi saluti, siamo a chiederle un incontro pubblico per cercare di risolvere questo piccolo problema, rimanendo in attesa di un suo gentile segno di risposta”.


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30 luglio, 2024

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