Udine – Maltrattamenti in asilo nido, carabinieri Nas arrestano la titolare.
“Il 19 luglio in provincia di Gorizia – fanno sapere in una nota i Nas – i militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Udine, coadiuvati dal comando provinciale, hanno dato esecuzione a una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di una persona, emessa dal Gip del tribunale di Gorizia su richiesta della Procura della Repubblica di Gorizia.
L’indagine avviata dal Nas, lo scorso mese di marzo 2024, è nata da alcune segnalazioni di maltrattamenti verso bambini frequentanti un asilo nido e di frodi verso più enti pubblici convenzionati con l’asilo.
Le successive attività investigative svolte dai militari dell’Arma, anche con l’ausilio di varie attività tecniche, hanno permesso di documentare numerosi episodi di maltrattamenti ai danni dei bambini con età compresa tra uno e tre anni.
Altresì, l’attività di indagine ha permesso di appurare l’entità della frode commessa in danno degli enti pubblici, facendo figurare la fornitura di pasti in quantità superiore rispetto a quelli realmente somministrati ai bambini
Le fonti di prova ottenute dal personale del Nas di Udine hanno, perciò, consentito al Gip del tribunale di Gorizia di emettere la misura cautelare, richiesta dalla locale Procura della Repubblica. Destinataria del provvedimento restrittivo della libertà personale è la maestra legale responsabile della cooperativa che gestisce l’asilo nido – fermo restando la sua presunzione di innocenza anche se sottoposta ad indagini e nella consapevolezza che la sua responsabilità penale dovrà essere accertata in dibattimento e solo con una sentenza definitiva di condanna.
Le condotte contestate, connotate da particolare gravità se messe in correlazione alla tenera età dei bambini, verranno ora vagliate dai giudici come previsto dalla legge”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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