Tilos – Mare incantevole, cibo buono, panorami mozzafiato e vita tranquilla. I luoghi comuni che accompagnano l’immaginario di una piccola isola greca, Tilos li rispetta tutti. Ma, in più, questo remoto pezzo di terra del Dodecaneso, che in italiano è conosciuto come Piscopi, detiene anche un sorprendente primato: quello di unica isola del mondo certificata a rifiuti zero.
Tilos – La baia di Livadia
64 chilometri quadrati (più o meno come i comuni di Orte o Bolsena) e 500 residenti, che durante la stagione turistica 2024 arriveranno a ospitare circa 50mila visitatori. E poi tanti migranti che sbarcano di continuo dalla vicina Turchia: 140 persone in appena tre giorni, tutte ospitate in un centro d’accoglienza gestito dal comune.
A Tilos la prima automobile si è vista negli anni Ottanta, ci sono solo due strade asfaltate e fino al 2019 il 90% dei rifiuti prodotti veniva spedito in discarica. Poi, all’improvviso, un cambio di passo. L’amministrazione comunale dell’isola ha iniziato a produrre sul territorio l’energia elettrica, sfruttando sole e vento; in seguito è entrata nel programma Zero waste city, supportato dall’Unione europea, e nel 2023 ha raggiunto tutti gli obiettivi per essere dichiarata prima isola del mondo a rifiuti zero dalla Mize – Mission zero academy (che si occupa di assegnare le certificazioni per conto di Zero waste city).
Prima della svolta dei pannelli solari e dell’impianto eolico, a Tilos l’energia elettrica arrivava attraverso delle condutture sottomarine. Ma i guasti erano frequenti e spesso capitava che l’isola rimanesse al buio, anche per lunghi periodi. Stanchi di questa situazione, gli amministratori locali hanno deciso di trovare una soluzione.
Tilos – Illuminazione con pannelli solari al porto dei pescatori
Oggi Tilos autoproduce il 70% dell’energia di cui ha bisogno durante la stagione turistica, tutta e anche di più durante il periodo invernale. La maggior parte dei mezzi pubblici del comune sono elettrici e sulla montagna che sovrasta Livadia, il villaggio del porto, sorge un centro chiamato 3K, dove i rifiuti vengono smistati, trattati e destinati agli appositi riusi.
Una volta raccolti, i rifiuti riciclabili vengono spediti in un apposito centro di recupero ad Atene. L’organico resta a Tilos e si trasforma in compost per le coltivazioni e il giardinaggio, mentre la frazione non riciclabile (circa il 10% del totale) viene utilizzata come combustibile in un cementificio di Atene. E giova precisare che a Tilos, come in molte altre zone della Grecia, tra i rifiuti non differenziabili rientra anche la carta igienica usata, che non può essere buttata direttamente nel wc per non mandare al collasso la rete fognaria.
Stathis Kontos è il segretario generale del comune di Tilos, curatore del progetto Just go zero, che l’amministrazione locale porta avanti in partnership con un’azienda privata.
Tilos – Il centro trattamento rifiuti 3K
Da quanto tempo sta andando avanti il vostro programma di sostenibilità ambientale?
“L’installazione degli impianti di energia rinnovabile risale al 2015, mentre il programma Just go zero è partito nel 2019. Ma l’attenzione della comunità di Tilos verso le tematiche ambientali è antica. Qui vivono molte specie animali protette e già negli anni ‘90 è stato emanato il divieto di caccia su tutto il territorio dell’isola”.
Come ha reagito la popolazione a queste novità? Soprattutto alla costruzione della pala eolica, che spesso, almeno in Italia, genera polemiche feroci.
“All’inizio anche qui c’è stata qualche lamentela, ma io dico che le cose vanno provate. La pala eolica è sopra alla spiaggia di Plaka, una delle più belle dell’isola, eppure abbiamo visto che non provoca impatti né alla spiaggia, né ai turisti, né agli animali”.
Ora che avete raggiunto dei risultati così importanti, pensate di poter migliorare ancora?
“Tilos ha ricevuto una valutazione di 4 stelle su un massimo di 5 dalla Mize e nessun comune del mondo è mai arrivato a 5. Noi vogliamo diventare i primi a riuscirci. Dobbiamo sistemare qualche dettaglio, ma siamo convinti di arrivare al risultato già nel 2025”.
Stathis Kontos
Come fate a far convivere due cose apparentemente inconciliabili come la raccolta differenziata e il turismo di massa?
“Perché dice che sono inconciliabili?”
Perché è difficile far capire a un turista che viene da chissà dove che deve buttare i rifiuti in un certo modo.
“La mentalità della gente fa la differenza. Chi arriva a Tilos, sa che qui le regole sono così. Ovunque vai, ci sono cartelli che spiegano come bisogna comportarsi e la popolazione locale dà l’esempio. Inoltre, proprio in considerazione della presenza dei turisti, abbiamo scelto un approccio soft”.
Cioè?
“In altre zone d’Europa, compresa l’Italia, i cittadini devono differenziare il vetro, la plastica, l’alluminio e la carta. Invece noi abbiamo deciso di fare un solo mastello per tutti i rifiuti riciclabili, uno per l’organico e uno per il non riciclabile. Quando poi i rifiuti riciclabili arrivano al centro di smaltimento, sono i nostri operatori a separarli in 27 diversi contenitori. Questo richiede un numero più elevato di personale impiegato nel centro di raccolta, ma rende più semplice la vita ai cittadini e ai turisti”.
Tilos – Autobus elettrico costeggia un impianto fotovoltaico
Vi aiuta il fatto che, pur avendo oggettivamente molti turisti, non raggiungete le punte di presenze di altre isole?
“Il nostro modello è progettato per reggere fino a 2mila persone a settimana sull’isola, attualmente ne facciamo 1250. Ma possiamo ulteriormente aumentare il limite facendo degli aggiustamenti, anche perché i turisti a Tilos stanno crescendo: nel 2023 abbiamo contato 36mila presenze, quest’anno si stima una crescita del 30%”.
Avete sanzioni severe per chi non rispetta le regole?
“Dal 2021 a oggi, abbiamo fatto una sola multa da 350 euro. Quando vediamo che c’è qualcosa che non va, preferiamo andare a sentire direttamente da quel soggetto che tipo di problemi ha. I nostri dati sulla raccolta dei rifiuti sono aggiornati ogni settimana e le attività commerciali ricevono due raccolte di rifiuti al giorno, quindi si fa presto ad accorgersi se qualcosa non funziona”.
Tilos – Pulizia della strada davanti alla sede comunale
Questi riconoscimenti vi hanno portato dei benefici anche a livello economico, oltre che ambientale?
“Abbiamo ottenuto un premio di 100mila euro dall’Unione europea nel 2021, ma Tilos sta diventando conosciuta da tutti. Proprio poche settimane fa a visitare il centro 3K è venuto il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis”.
Crede che il modello Tilos possa essere replicato anche in Italia?
“Non è possibile fare un copia-incolla e pensare che possa funzionare ovunque, ogni territorio ha caratteristiche diverse. Ad esempio, ora c’è Abu Dhabi che sta puntando alla certificazione rifiuti zero, ma è ovvio che una metropoli di quel tipo non potrà seguire le stesse modalità che abbiamo studiato per Tilos. In ogni caso, come ho già detto, la cosa che fa la differenza è la mentalità della gente. A Tilos, come ad Abu Dhabi o in Italia, un programma funziona solo se tutti fanno la loro parte. Noi qui raccogliamo una tonnellata di rifiuti organici al giorno dai bar e ristoranti: basta che uno solo di questi esercenti cominci a non rispettare il meccanismo per mandare all’aria tutto”.
Alessandro Castellani
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