Celleno – Riceviamo e pubblichiamo – Il comune di Celleno, guidato da poche settimane da una nuova amministrazione, ha previsto un trattamento di disinfestazione adulticida per il giorno 26 luglio.
Gli scriventi si interrogano sulla necessità di questo intervento, visto che ad oggi non risultano pericoli di diffusione di malattie né aree infestate da zanzare.
Considerando che la diffusione di questi insetti quest’anno appare mediamente inferiore ad altri anni, non si capisce perché il comune di Celleno abbia deciso un intervento massiccio con nebulizzazione di insetticida su tutte le aree abitate e produttive del proprio territorio.
La normativa, conformemente alla regolamentazione comunitaria, così come è recepita dai regolamenti delle regioni e dalle direttive delle aziende sanitarie, sancisce che la nebulizzazione adulticida, potenzialmente nociva per le persone, gli animali, i cosiddetti insetti utili e in generale per l’ambiente, debba essere prima attentamente valutata e poi messa in atto all’interno di un’azione integrata decisa unitamente ai competenti organi della Asl.
Inoltre, prevede che il trattamento adulticida venga effettuato per situazioni specifiche e non generalizzate e non possa essere calendarizzato (cioè previsto al di là delle reali condizioni di pericolo o infestazione).
Al di fuori di tali indicazioni, l’abitudine di programmare queste attività nei centri abitati, purtroppo ancora diffusa in qualche comune (ma non a Celleno), è probabilmente un retaggio del passato ed una scelta effettuata, verosimilmente, per compiacere chi è convinto della sua utilità, anche contro norme ed evidenze scientifiche.
Un erroneo convincimento del tutto scusabile per i cittadini che non hanno occasione di approfondire la materia, ma che invece appare, a chi scrive, ingiustificato per il sindaco che, in virtù della propria qualità di autorità sanitaria locale, deve agire secondo legge e tutelare la salute pubblica e l’ambiente.
A proposito di normativa e di principi che regolano gli atti degli enti pubblici, bisogna ricordare come i cittadini siano venuti a conoscenza di questa decisione il 18 luglio mediante un avviso comparso nella pagina Facebook dell’ente e alcune locandine affisse nelle vie del paese, da cui non risultava, però, l’atto amministrativo in forza del quale era stata decisa la disinfestazione in oggetto, né tale atto era rintracciabile nell’albo pretorio comunale.
Il 23 luglio, come gruppo di opposizione, abbiamo depositato una lettera-diffida e, probabilmente solo a partire da quel momento, si è messa in moto la macchina amministrativa.
Ad oggi, da quanto visibile sull’albo pretorio del Comune, la determina di impegno spesa per la ditta incaricata della disinfestazione è datata 18 luglio (stesso giorno dell’avviso pubblico di disinfestazione) ma pubblicata il 23 (giorno della lettera-diffida della minoranza).
L’ordinanza del sindaco invece, che avrebbe dovuto essere l’atto che giustifica e dà valore ad ambedue i precedenti, è stata emessa ben 5 giorni dopo e cioè il giorno 23 luglio (sempre il giorno della lettera della minoranza) e pubblicata all’albo il giorno 24.
Il sindaco, che ha firmato anche la determina d’impegno spesa in qualità di “responsabile del settore” tecnico (ma non scrive come e perché si intesta la sostituzione del tecnico comunale), sapendo che la stessa non è giustificata perché non preceduta da un atto di indirizzo, inserisce una serie di valutazioni che, per quanto ci riguarda, non dovrebbero essere contenuti in una determina d’impegno di spesa in quanto la stessa ha un valore esecutivo e non deve esprimere una valutazione e una volontà politica.
Questo dimostra che l’amministrazione ha agito a dir poco con superficialità su tutta la vicenda.
Appare assurdo altresì, a giudizio di chi scrive, che nella determina stessa si vada ad indicare, come giustificazione della disinfestazione, la circolare 0008795 del 21-03-2024 del Ministero della Salute – Ufficio 5, con “oggetto: Aumento di casi di dengue, predisposizione alla stagione vettoriale 2024”, circolare indirizzata alle regioni ai loro sistemi sanitari e non ai comuni.
A nostro avviso risulta poco plausibile giustificare un intervento così invasivo con generiche lamentele della popolazione o che si paventi rischi di infezioni. Un accertamento, per fortuna, demandato al servizio sanitario nazionale e alle Asl, che nella nostra zona non risulta abbiano inviato nessuna allerta. Altrettanto improprio riportare una frase come “contattato in via preventiva il servizio Sisp della Asl di Viterbo per le vie brevi” (e cioè al telefono) come giustificativo.
Una vicenda “sorprendente” sotto troppi aspetti. Un atto così delicato, che andava ponderato, valutato e scritto con massima attenzione, è stato affrontato, per quanto possiamo vedere, con superficialità (se non peggio) sconcertante. Il 26 luglio dovremo rimanere chiusi dentro case bollenti ormai invivibili per il caldo e sottostare ad una azione così costrittiva in forza di cosa, visto che l’ordinanza non ne parla? Di una determina, probabilmente illegittima, di impegno spesa?
Torniamo a ripetere che, a nostro avviso, si tratta di una scelta irrazionale, inutile e dannosa, presa contro ogni evidenza scientifica e normativa e contro il buon senso.
Il gruppo consiliare di minoranza Adesso per il Futuro
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