Viterbo – Ex Terme Inps, piano di rilancio tutto da rifare o quasi.
Ieri il consiglio comunale straordinario sul termalismo per fare il punto, ma per la struttura ormai chiusa da decenni, siamo all’incirca allo stesso punto. Poche nuove e poco buone.
Viterbo – Consiglio comunale straordinario sul termalismo
Anzi. Come sottolineato dall’assessora al Patrimonio Elena Angiani e ribadito poi dalla sindaca Chiara Frontini, l’unico strumento, il piano di rilancio predisposto da Federterme, ormai è superato.
“È riferito a dati che vanno dal 2013 al 2018 – spiega Angiani – non risulta più attuale, per il numero delle strutture ricettive presenti sul territorio, tipologia, flussi turistici. E poi il quadro economico. Si preventivavano costi per 32 milioni di euro, oggi almeno con le spese vive si arriva a 45.
Il progetto andava verso un albergo con spa, acque termali, ovviamente e fanghi. Oggi è concettualmente valido”. Non sui numeri. “Con la regione valuteremo se confermarlo in parte o in toto o modificarlo, integrandolo con le nuove esigenze di mercato”.
E con la regione, l’assessora assicura d’avere avuto interlocuzioni, incontri, anche direttamente sul posto. Ma i tempi sono lunghi. Non è una novità.
Consiglio d’un paio d’ore per fare un interessante (per l’argomento) dibattito, approvare due ordini del giorno, uno della maggioranza e uno proposto da FdI e Marini e aggiornarsi al prossimo consiglio straordinario sul termalismo. L’ultimo due anni fa.
Da allora, l’assessore Stefano Floris (Lavori pubblici) ha potuto annunciare che il sistema di monitoraggio del livello acque termali è operativo. Chi s’accontenta…
Mentre per le Zitelle, 10 litri al secondo d’acqua non si disperdono più nei campi come accadeva da 70 anni. Ne restano 5 al secondo, ma entro l’anno il progetto sarà portato a termine.
Il collega Silvio Franco (Sviluppo economico) si è soffermato sulla comunicazione di Viterbo città termale e le strategie da mettere in atto, gli incontri con i vari operatori e i prossimi già calendarizzati. Tentativo d’andare avanti uniti e pare che la risposta fin qui sia stata positiva, con già qualche idea da valutare.
Ma chi si aspettava (ingenuo) risposte importanti, sarà rimasto deluso.
Alvaro Ricci (Pd) è tornato sulle criticità nel piano di rilancio ex Terme Inps. La mancanza di una previsione d’acqua a disposizione della struttura e le obiezioni da parte della regione. Lo va ricordando da tempo. Giovanni Arena era sindaco.
Nessuna novità sul Bullicame. C’è un progetto di riqualificazione da 130mila euro: “Stiamo pagando rate di mutuo – ha ricordato Ricci – e non si vede ancora nulla”.
Sul Bagnaccio è stato pubblicato l’avviso per la ricerca di un operatore cui assegnare la sub concessione mineraria. Non sono mancate critiche per la lentezza con cui, a parere dell’opposizione, è stata gestita l’intera vicenda.
Poi le piscine Carletti. Sito comunale che sta lì in attesa di qualche amministrazione che se ne occupi e gli dia un senso.
Per non parlare delle Terme dei Papi e relativo contenzioso milionario fra gestori e amministrazione. La sindaca Frontini auspica di poter arrivare a un accordo prima ancora del tribunale. Altro argomento che scotta, come l’acqua termale, motivo del contendere.
Il più scoraggiato ieri è apparso Andrea Micci (Lega): “Sul termalismo siamo all’anno zero e in determinati casi all’anno sottozero”, sostiene ricordando l’ultimo confronto in consiglio, a ottobre 2022 sul tema. Trovando non del tutto d’accordo Alvaro Ricci (Pd).
“Sul termalismo – dice Ricci – Frontini è in linea con l’amministrazione Arena, ma con una marcia in più, almeno il monitoraggio della acque è stato messo in piedi”.
Gran finale con la votazione dei due ordini del giorno. Buoni propositi messi solennemente nero su bianco, probabilmente come due anni fa e poi tutti a casa.
Giuseppe Ferlicca
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