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Viterbo - Una settantina i ragazzi, tra i 19 e i 25 anni, che hanno partecipato alla giornata di conoscenza reciproca e di crescita

I ragazzi del servizio civile della Caritas all’incontro regionale a Latina

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Motivati, curiosi, propositivi, partecipativi. È l’identikit dei ragazzi impegnati nel servizio civile per la Caritas diocesana di Viterbo che emerge dal primo incontro regionale dedicato agli operatori del Lazio. Sono i giovani interessati dal percorso obbligatorio di formazione, da svolgere sia in presenza che sull’online, che si sono incontrati per la prima volta dall’avvio della nuova annualità. Un appuntamento collettivo ospitato a Latina lo scorso 27 giugno, sotto la direzione dei formatori Barbara Nardone e Claudio Lang, referenti del nucleo regionale di Caritas Lazio per il servizio civile universale.


Latina - I ragazzi del servizio civile della Caritas di Viterbo all'incontro regionale

Latina – I ragazzi del servizio civile della Caritas di Viterbo all’incontro regionale


Nel complesso della curia del capoluogo pontino si sono ritrovati poco meno di 70 giovani, arrivati per questa giornata di conoscenza reciproca e di crescita – la prima delle otto previste in agenda – da ogni angolo della regione. Sono i ragazzi, per lo più tra i 19 e i 25 anni, che stanno affrontando il percorso del servizio civile per l’annualità 2024-2025 nelle strutture delle Caritas provinciali. A Latina ha preso il via il percorso di approfondimento degli operatori, che procederà secondo programma (con 42 ore di lavoro di formazione generale, seguita poi dalla formazione specifica di 72 ore delle singole Caritas nelle proprie sedi), per il resto dell’anno, anche in altre sedi del Lazio. Un primo passo, un passo di conoscenza, di scoperta e di informazione.

Emblematica e significativa l’adunata, tenuta in cortile, con tutti i partecipanti disposti in un grande circolo umano e colorato. Tutti sono stati chiamati a turno a presentarsi e a fornire la propria motivazione (il “perché”) rispetto alla decisione di intraprendere il percorso in Caritas. Quale la molla, la spinta, la chiamata per affrontare un cammino lungo 12 mesi, connotato dal mettersi a disposizione? Molte e differenziate le risposte arrivate da ogni singolo volontario. Come quella – immancabile – della ricerca di un posto di lavoro. Ma tra tutte è emersa la figura tipo del giovane volontario: “Ho scelto di fare servizio civile in Caritas perché voglio mettermi in gioco e per dare un aiuto a chi ne ha più bisogno”.

Ma non solo. Ancor più illuminante, anche se non esauriente, la rosa di risposte arrivate – in modalità tecnologica e anonima, ma anche con domande dirette – sul cosa è Caritas, dove opera, quali obiettivi persegue, a chi si rivolge, come interviene, quali fondi utilizza ecc.

È da qui che sono emerse le key words della giornata formativa, e del progetto servizio civile in Caritas. Le più gettonate? Aiuto, ascolto e condivisione, poi seguite in fase di approfondimento da comprensione ed empatia nei confronti della persona, qualunque essa sia; fino a focalizzare anche la mission dell’aiuto umanitario, quando necessario, e disinteressato.

La fase di approfondimento ha necessariamente riportato all’attualità dei presenti il messaggio fondativo della Caritas, promosso da Papa Paolo VI nel 1971, quando propose la creazione di un organismo pastorale che fosse presente e attivo tra le comunità e gli utenti, intesi come persone. Quando testimonianza e pedagogia erano tra le parole d’ordine del progetto, presto racchiuse nei termini di base che ancora oggi danno la cifra dell’essere Caritas: ascoltare, osservare, discernere. Considerazione che ha portato all’emersione di un altra parola che (solo apparentemente) precedentemente ci si era dimenticati di segnalare: cuore.

La divisione per gruppi dei partecipanti, chiamati a realizzare una figura – stilizzata – dell’operatore tipo attivo in Caritas, con le sue motivazione e i suoi obiettivi, ha chiuso la giornata. Un ulteriore elemento utili a condividere e a fare sintesi per immagazzinare concetti e prospettive del singolo percorso di ognuno, inserito in una grande e articolata attività di cooperazione che dia risposte concrete e collettive ai bisogni di tanti singoli.

Caritas diocesana di Viterbo


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3 luglio, 2024

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