Viterbo – Abbiamo chiesto a Irene Temperini, presidente della Pro loco, un commento alla bizzarra graduatoria del Bando Cultura 2024. Una graduatoria che lascia fuori, tra gli altri, proprio la Pro Loco di Viterbo, organizzatrice di San Pellegrino in Festa, una dell iniziative più popolari e riuscite degli ultimi anni.
Ancora una volta una serie di decisioni che appaiono, come sempre più spesso accade, contro la città, i cittadini e le realtà più vivaci culturalmente. Ma questo è quel che passa il convento…
c.g.
– Qui non si tratta di un bando perso, di punteggi, di commissioni, ma di una fiducia che non c’è più nei confronti di un’amministrazione che ha operato con grande e profonda leggerezza, mettendo noi e diverse altre associazioni in estrema difficoltà.
Dopo una riunione in comune a marzo scorso per concordare le date dell’estate viterbese, con presenti una quindicina di realtà culturali, da Ludika al Tuscia Film Fest, all’Encore Festival (escluso come noi dalla graduatoria), sono passati altri due mesi prima dell’uscita del bando, che si è chiuso il 3 giugno.
Noi abbiamo svolto l’evento il 21 22 23 giugno, il bando è stato aggiudicato due giorni fa. La domanda che facciamo al comune di Viterbo è questa: cosa avremmo dovuto fare? Avremmo dovuto rinunciare all’evento, annullando collaborazioni in essere, tra cui quella preziosa (e che già da sola ha dato senso a tutto) con Villa Rosa, i cui operatori e pazienti stavano lavorando da mesi per allestire il loro spazio?
Perché quello che il comune forse non sa è che chi organizza lo fa per amore… perché le cose si fanno per le persone. E no, non ce la siamo sentita, fiduciosi che il comune di Viterbo non ci voltasse le spalle. Che il comune di Viterbo capisse il valore di quello che si fa, un valore culturale e sociale.
E invece così non è stato.
Ritenendo di non essere più importanti quale associazione del territorio, ed essendoci sobbarcati negli ultimi quattro anni anche totalmente il costo di un info point che siamo costretti in questi giorni a lasciare per l’impossibilità di andare avanti, sospendiamo ogni tipo di iniziativa fino a quando non riterremo ci saranno le condizioni.
Attualmente assenti. Perché ci mettiamo il tempo, l’amore, l’energia, l’entusiasmo ma non possiamo indebitarci, avendo sostenuto migliaia di euro tra Siae, suolo pubblico, sicurezza, pubblicità, allestimenti e compensi per gli artisti intervenuti.
E aver scoperto, ad evento concluso da oltre venti giorni e a spese già sostenute, che quell’evento, apprezzato da sindaco e vicesindaco anche durante l’inaugurazione, non era di gradimento da parte dell’amministrazione.
Il prossimo anno ci saranno le elezioni del nuovo consiglio direttivo, e mi auguro arriveranno tante iscrizioni e candidature, perché da quando è nata la Pro loco ha costituito sempre una voce libera, a difesa della città, in modo trasversale ed apolitico, facendo della rete tra le realtà e della comunicazione uno dei suoi punti di forza.
C’è un tempo per ogni cosa… c’è un tempo per lottare ed insistere… e poi c’è un altro tempo altrettanto, e forse ancora più importante… quello di fermarsi. Che non vuol dire mollare, ma aspettare con fiducia che le cose cambino!
Irene Temperini
presidente della Pro loco
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