Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo la scelta sconsiderata dell’amministrazione comunale di Orte di votare la concessione in comodato gratuito per trent’anni di una parte del fabbricato “dopo di noi”, per la realizzazione di otto aule scolastiche, anche il consiglio provinciale ha proceduto alla sua approvazione.
Ancora una volta viene svenduto il patrimonio della comunità realizzato grazie ai fondi della Banchettini, che vincolava la donazione dei beni alla realizzazione di una casa dell’accoglienza per gli anziani di Orte.
Ora, al di là dell’illegittimità della concessione, dobbiamo sottolineare che l’investimento della provincia, per un presunto importo di 900mila euro, risulta del tutto aleatorio e potrebbe infatti rivelarsi insufficiente per il completamento dei lavori. Non solo, la fruibilità del bene sarebbe subordinata alla sistemazione delle aree esterne che, come da convenzione, sarebbe a carico del comune. Dunque ulteriori fondi dei cittadini ortani per far fronte a tutte le opere di urbanizzazione quali strade, illuminazione e completamento dell’area adiacente di pertinenza, oggi in stato di completo abbandono.
Questa operazione sancisce definitivamente il fallimento della politica scolastica improvvisata dal comune e dalla provincia. Un fallimento iniziato con l’improvvida scelta della demolizione della scuola esistente e continuato poi dalla provincia, la quale, dopo aver scartato tutte le strade per noi invece praticabili per l’allocazione provvisoria delle aule mancanti per i ragazzi delle superiori, trionfalmente annunciava l’acquisto risolutivo dei moduli di ultima generazione. Annuncio puntualmente disatteso.
Noi ci chiediamo: perché questi 900mila euro non vengono invece impiegati per completare la scuola secondaria di primo grado, dove si potrebbero agevolmente ricavare le aule mancanti?
Il comune è riuscito nella folle impresa di spendere più di 5 milioni di euro per il rifacimento del solo 60% della struttura. Con l’intervento economico della provincia si potrebbe terminare l’edificio, evitando ai ragazzi delle scuole superiori di essere confinati in uno spazio disarticolato dalla sede centrale, adiacente a una struttura di cui non si conoscono i tempi di completamento, peraltro destinata alla funzione originaria di accoglienza degli anziani di Orte.
Crediamo che nelle scelte del comune di Orte e della provincia di Viterbo ci sia una vena di pericolosa follia. I cittadini riflettano.
Orizzonte comune Orte
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