Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Il giorno 23 agosto ci fu una riunione convocata dal presidente della provincia Alessandro Romoli, il delegato di Talete SpA Salvatore Genova e i sindaci presenti in riferimento alla crisi idrica nella Tuscia.
Una riunione che sarebbe dovuta servire per trovare risposte alle problematiche e disagi riscontrati questa estate dove alcuni paesi si sono trovati senza acqua e sono state portate le autobotti per l’approvvigionamento dell’acqua potabile.
Una situazione che abbiamo vissuto anche qui a Montalto Capoluogo dove dal primo agosto 2024 è stata emessa una ordinanza n. 12 di non potabilità dell’acqua con divieto di consumo umano.
Una riunione che tra botta e risposta non ha avuto nessun esito positivo volto a tutelare la comunità dell’intera Tuscia per un bene primario e importante come l’acqua almeno questo è ciò che viene riportato dai quotidiani.
Si continua così a spingere ancora una volta sulla necessità dell’ingresso di nuovi finanziatori che dovrebbero quindi salvare la Talete?! Quindi un socio privato che acquisirebbe il 40% delle azioni?
Un socio privato che non mira agli utili?
A mio avviso questo porterebbe solo ad un rialzo dei costi per gli utenti che già si trovano a pagare molto per un servizio mal gestito che provoca disservizi e disagi con una acqua spesso non buona che obbliga gli stessi utenti all’acquisto di acqua con un aggravio quotidiano di spesa familiare.
Quante lotte sono state fatte per portare l’acqua nel terzo mondo, in quanto è un bene prioritario per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi e qui andiamo a togliere la possibilità a famiglie in difficoltà economica un bene prezioso come l’acqua? Questo è inconcepibile.
Oggi 29 agosto ci sarà una seconda riunione, faccio un appello a “tutti i sindaci della Tuscia” chiedendo di fare un fronte unico per il bene dei propri concittadini che rappresentano e che sono chiamati a tutelare.
In questi anni Talete Spa è andata più volte incontro al rischio di fallimento, chiedendo aiuto ai sindaci votando gli aumenti.
Questo significa che non ha risorse e quindi è in grave affanno.
Continuare a salvare questa azienda significa prosciugare il portafoglio ai cittadini, è ora di dire basta. Sappiamo bene che questo tipo di azienda è creata appositamente per passare il servizio idrico dal Comune alla gestione privata e quindi alle multinazionali. Se ciò succede la responsabilità sarà dei sindaci di aver tradito i cittadini che si sono espressi per la gestione pubblica.
Opponetevi alla regione Lazio con documenti alla mano, rimarcate il fatto che la legge 5 è stata approvata e mai resa esecutiva.
Un bene come l’acqua deve rimanere un bene esclusivamente pubblica e non deve essere privatizzata.
Concludo facendo una riflessione sul fatto che in quella assise si è parlato anche di strumentalizzazione da parte delle opposizioni definendo un vero atto di sciacallaggio.
Ebbene, le opposizioni hanno il compito di vigilare, controllare affinché venga tutelato il territorio e la comunità e portare a conoscenza i cittadini, spingere per richiedere interventi, proporre azioni non è sciacallaggio ma intervenire democraticamente altrimenti sarebbe dittatura.
È dal 1 agosto che Montalto è senza acqua potabile, una situazione trattata in modo superficiale ed errata.
È quasi passato un mese, cara sindaca Socciarelli, si faccia sentire, pensi a tutelare i suoi concittadini senza pensare alla perdita di consensi. Si ricordi che lei sta amministrando un ente pubblico e le decisioni che prende devono o almeno dovrebbero andare sempre a favore alla collettività e mai contro.
Daniela Scatolini
Presidente provinciale Udc per Viterbo
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