Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggendo la vostra “Viterbo apre le porte alla lingua Lis grazie alle cene dei facchini” a firma di Daniele Camilli, ho sentito la necessità di scrivere questa precisazione.
Preciso innanzitutto che il sottoscritto si occupa professionalmente a livello europeo di disabilità sensoriale da varie decine d’anni e insieme a soci ed una trentina di collaboratori, proprio da Viterbo realizza praticamente tutti i contenuti accessibili che saranno trasmessi da Rai, Mediaset, Amazon, Netflix o proiettati al cinema.
Quindi, tristemente, a differenza di questa amministrazione comunale, mi sento titolato ad esprimermi sull’argomento accessibilità e inclusività.
L’affermazione della signora Taratufolo “Per la prima volta in Italia la canzoni (…) verranno tutte tradotte nella Lingua dei segni italiana” fa sorridere e ricordare di abitare in un contesto così provinciale…
Sicuramente ha dimenticato di scrivere “per la prima volta a piazza dei Papi”, dal momento che le manifestazioni canore da almeno quattro anni in Italia vengono tradotte in Lis dai cosiddetti “performer Lis”, che hanno competenze diverse dagli “interpreti Lis”.
Tanto per citare i due estremi: il festival di Sanremo, da anni a questa parte curato dai migliori performer in capo a Rai, e il concerto di Edoardo Bennato a Torino curato appena due settimane fa dalla nostra struttura. In mezzo, centinaia e centinaia di eventi in tutti i luoghi e in tutte le salse.
Va precisato, però, che tutti questi eventi affiancano alla Lis anche i sottotitoli, perché non tutte le persone sorde conoscono la Lis, mentre tutte sono a conoscenza della lingua italiana.
I sottotitoli inoltre servono a tutti, non solo alle persone con problemi di udito, poiché aiutano la comprensione, soprattutto nei contesti in cui non si possa adeguatamente ascoltare l’audio.
Proprio su quest’ultimo punto, racconto che per diversi anni l’amministrazione comunale (precedente e attuale) ci ha incaricato di sottotitolare in diretta l’intera manifestazione del trasporto di Santa Rosa (quella che viene trasmessa sui monitor dislocati nella cittadina durante il trasporto). In tutte le occasioni abbiamo chiesto che i sottotitoli venissero visualizzati su quei monitor, a vantaggio delle decine di migliaia di partecipanti alla festa e non, relegati ad uso delle poche decine di persone sorde nella zona riservata in piazza del comune.
Non siamo riusciti a far comprendere questo semplice concetto neanche all’amministrazione comunale attuale che, invece, dimostra di essere ferratissima nelle politiche di sviluppo del centro storico e degli schemi di posa della mattonatura di piazza del comune.
Auspicando che il futuro ci consegni persone competenti e capaci in ogni luogo di decisione, distintamente vi saluto.
Carlo Cafarella
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