Viterbo – Dilemma rimpasto per la sindaca Chiara Frontini. Se ne parla da settimane, si è tirato in ballo anche l’ex sindaco si Bagnoregio Francesco Bigiotti, che però è a Casa Civita e da lì non si sposta.
La giunta Frontini
Così il dilemma continua, perché a parte le lodi di facciata, che la giunta necessiti di una sostanziosa rivisitazione l’avrà capito anche il primo cittadino.
Solo che tra dire e il fare, c’è di mezzo il disfare. Rischio che spostando o peggio, togliendo una pedina, il castello dalle fragili fondamenta crolli. Tuttavia, l’approssimarsi del giro di boa per Frontini, è l’occasione per apportare alcune modifiche. Non necessariamente alle persone, più probabilmente alle deleghe. Alcune richieste sono già sulla sua scrivania.
Magari, sarà tempo, ad esempio, che Frontini ceda qualche competenza finora gestita in prima persona. L’ambiente, tanto per dirne una. Forse da assegnare a Elena Angiani (Bilancio) o a Stefano Floris (Lavori pubblici).
Oppure la zona cultura e dintorni, fra Sgarbi e Antoniozzi. Qualcuno sa che il primo si occupa di musei cittadini? Probabilmente non lo sa neanche il diretto interessato. Il secondo potrebbe farlo e rientrerebbe nell’alveo della Cultura.
Chi gestisce lo Sviluppo economico potrebbe occuparsi pure di turismo. Solo che chi siede in quella poltrona, Silvio Franco, è dato parecchio in bilico. Ma Frontini ne dice un gran bene. Certo, un domani potrebbe dire un gran bene di Marco Nunzi.
Il cambio sederebbe qualche mal di pancia in maggioranza e se ne generasse di nuovi? Come nel caso in cui dovesse decidere di non avvalersi più dell’assessore Vittorio Sgarbi. La Bellezza di Viterbo non ne risentirebbe più di tanto e poi c’è pronto Ugo Poggi, eletto nella lista Rinascimento.
Tutti felici e contenti? Chiedere a qualche consigliere di maggioranza, o meglio, consigliera, per avere conferma.
Altro nome ricorrente (molto teoricamente) dato con un piede fuori dalla giunta, è quello di Patrizia Notaristefano. L’addetta ai Servizi sociali, si dice che vada dritta per la sua strada. Un po’ troppo e sia poco avvezza al confronto con i consiglieri di riferimento. Atteggiamento poco gradito.
Quindi via Patrizia e dentro Melania (Perazzini), che dei servizi sociali è presidente della quarta commissione.
Facendo venire meno un esponente (Notaristefano) della prima ora e di cui, pure in questo caso, la sindaca dice un gran bene. Sarà…
Altro nome papabile per una sostituzione, è Simone Onofri. Magari potrebbero confermargli la delega già in suo possesso, legata alla tecnologia. Da assessore forse riuscirebbe a portare fuori palazzo dei Priori dal Medioevo, con le dirette del consiglio comunale saltate o mute. Ma pure offline non va molto meglio.
Tutti e due, Perazzini e Onofri, avrebbero il vantaggio per la maggioranza, di non far entrare persone poco gradite, dalla lista Viterbo 2020, gruppo cui hanno aderito, ma eletti in altre civiche, da cui arriverebbero i sostituti in consiglio comunale.
Anche se Paolo Cappelli, fra i primi che arriverebbero in caso di sostituzioni e notoriamente non proprio in linea con l’amministrazione Frontini con cui si è candidato, ha fatto sapere d’essere pronto a rinunciare, se è questo il problema che blocca rimpasti e rimescolamenti.
La sindaca Frontini rischierà o si limiterà a rimescolare le carte, ovvero, le deleghe? Dopo Santa Rosa e comunque entro l’anno, la risposta.
Giuseppe Ferlicca
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