Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Maurizio Errigo, docente di progettazione urbanistica della Sapienza e del Politecnico di Delft in Olanda: “L'intervento ha reso la superficie completamente impermeabile e ad alta rifrazione”

“Con la nuova pavimentazione piazza del comune d’estate è invivibile”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo - La nuova pavimentazione in piazza del Comune

La nuova pavimentazione in piazza del Comune


Viterbo – “Con la nuova pavimentazione piazza del comune d’estate è invivibile”. Maurizio Errigo, docente di progettazione urbanistica della facoltà di architettura dell’università La Sapienza di Roma e professore di urbanism al Politecnico di Delft in Olanda. 

“Dal punto di vista della consapevolezza della fragilità e delle disabilità – spiega Errigo -, nel progetto attuale, abbiamo sicuramente un miglioramento.Per quanto riguarda invece il cambiamento climatico la nuova pavimentazione ha reso la superficie completamente impermeabile, quando prima, con il sampietrino, era semipermeabile. Non solo, ma è stata apposta una pavimentazione ad alto albedo e ad alta rifrazione che, nelle giornate afose e calde renderà quegli spazi invivibili”.

Non solo, ma se l’unico motivo della sostituzione dei sampietrini con i lastroni “è perché erano presenti nel passato – sottolinea poi Errigo – dobbiamo inserire esattamente la stessa tipologia materica e cromatica, con le stesse fughe, gli stessi tagli di cava, rozzamente scolpiti come si faceva un tempo”.

“Guardando piazza del Comune – conclude infine il docente di progettazione urbanistica della Sapienza – sfuggono sia la contemporaneità sia la storicità dell’intervento. E quest’ultimo, il criterio della storicità, sembra sia stato proprio l’elemento ordinatore dello stesso. L’idea è poi quella che si tratti di un progetto che stride nella regolarità delle fughe e nella modernità dell’assemblaggio ordinato dei pezzi. Insomma, a mio avviso, il punto debole del progetto è che al momento non sembra essere un progetto contemporaneo”.


Viterbo - Maurizio Errigo

Viterbo – Maurizio Errigo


Cosa vuol dire intervenire su uno spazio pubblico storico, come piazza del comune a Viterbo?
“Il progetto contemporaneo dello spazio pubblico è un tema complesso da trattare, soprattutto dove lo spazio è monumentale, stratificato, fortemente identitario e denso di storia. Il passato per un architetto bravo è un palinsesto, tuttavia occorre sempre valutare sia lo spartiacque cronologico con cui identifichiamo il passato – Medioevo? Rinascimento? Ottocento? -, sia il valore dello spazio pubblico in quel passato. Teniamo sempre presente che nel Novecento le piazze erano spesso utilizzate come contenitori di auto, la società del consumo aveva quei modelli. Piazza del Plebiscito a Napoli rimase area parcheggio fino al 1993, a Milano si poteva parcheggiare in piazza Duomo fino agli anni Settanta e anche piazza Maggiore a Bologna era un grande parcheggio. Piazza di Spagna divenne pedonale solo nel 1981 e anche piazza del Comune a Viterbo era utilizzata senza troppi problemi per la sosta delle auto”. 

Quali sono le testimonianze storiche che attestano la presenza dei lastroni in piazza del Comune?
“In una foto di Sorrini del 2 ottobre 1938 piazza del Comune è piena di carri allestiti dai vari dopolavoro per celebrare la vendemmia. In un’altra foto di Sorrini del 1932 si scorge la piazza con i lastroni di peperino a terra, lastroni poco squadrati e tozzi che denotavano la lavorazione del tempo. In una foto di Leandro Leandri del 1890 si scorge addirittura il balcone del palazzo del Podestà e si intravedono le persiane. All’epoca, dove c’è oggi il bar, c’era la caserma dei vigili del fuoco. E attualmente sarebbe improponibile ricollocare lì la caserma solo perché era già presente nella storia viterbese. Tutto va rivisto, valutato, ponderato”. 

Cosa ne pensa della pavimentazione voluta dall’amministrazione comunale?
“Va fatta innanzitutto una premessa. La storia non sempre diventa elemento di legittimità delle scelte. Le prescrizioni urbanistiche e le tutele sono nate nel secolo scorso. Nell’Ottocento e nei secoli precedenti non esistevano autorizzazioni edilizie o urbanistiche per cui è difficile oggi dire quale sia lo spartiacque cronologico per definire ‘conforme allo storico’ un intervento. Se era presente nell’800 può andare bene? Sì, ma se nel ‘600 la situazione era diversa, perché non riferirsi a questo periodo? Sì, ma forse nel Medioevo, nel Rinascimento, nel Barocco… potremmo continuare all’infinito. Noi possiamo riferirci alla storia fin quando abbiamo delle prove documentarie, delle testimonianze come foto o disegni che ci possono aver tramandato delle informazioni. Però non possiamo sapere se prima di quelle prove non ci possa essere stata una conformazione dello spazio pubblico, o della facciata di un edificio, diversa. È un terreno fragile e rischioso su cui occorre procedere con cautela”.

Un criterio potrebbe però essere la tutela dello spazio pubblico.
“Certamente. Oggi nei progetti di spazio pubblico la tutela è il primo obiettivo da perseguire, soprattutto in città preziose come Viterbo. Tuttavia un secondo elemento, non meno importante, è il benessere dello spazio pubblico, ovvero rendere quello spazio fruibile e fruito dalla popolazione. E qui non possiamo progettare come cento anni fa, perché le nostre città sono cambiate”.

In che termini sono cambiate?
“Sono cambiate soprattutto in virtù di due fattori, vale a dire la consapevolezza della fragilità e delle disabilità e il cambiamento climatico. In virtù di questi due fattori un architetto contemporaneo progetta uno spazio pubblico con una consapevolezza diversa, rendendolo da un lato raggiungibile e dall’altro meno isola di calore”.


Viterbo - La nuova pavimentazione in piazza del Comune

Viterbo – La nuova pavimentazione in piazza del Comune


Partendo da questi due fattori appena evidenziati, come valuta la nuova pavimentazione di piazza del Comune?
“Dal punto di vista della consapevolezza della fragilità e delle disabilità, nel progetto attuale, abbiamo sicuramente un miglioramento. Questo per via della diminuzione delle difficoltà di attraversamento. Per quanto riguarda invece il cambiamento climatico la nuova pavimentazione ha reso la superficie completamente impermeabile, quando prima, con il sampietrino, era semipermeabile. Non solo, ma è stata apposta una pavimentazione ad alto albedo e ad alta rifrazione che, nelle giornate afose e calde renderà quegli spazi invivibili”.

Cosa suggerisce per migliorare la situazione?
“Va detto innanzitutto che il progetto non è completo, per cui va tutto verificato alla fine. Tuttavia non sarebbe male procedere a un miglioramento della permeabilità e dell’evapotraspirazione, inserendo magari un arredo urbano smart e della bassa vegetazione utile al confort termico, come hanno fatto ad esempio a Barcellona e a Parigi. A Milano, in piazza Duomo, sono stati inseriti degli orti didattici, con non poche polemiche anche li, ma che ormai sono diventate un segnale di marketing urbano in quanto sono gestite a rotazione da grandi gruppi imprenditoriali. Con questo non voglio dire di inserire qualcosa di estraneo all’identità di piazza del Comune, ma magari occorrerebbe valutare l’inserimento di piccoli elementi che potrebbero ridurre l’isola di calore e migliorare il benessere dello spazio”.

Per un progetto come quello della nuova pavimentazione di piazza del Comune, che va ad impattare su un luogo storico e simbolico della città, non sarebbe stata opportuna una fase di confronto prima di prendere una decisione?
“Sì, sarebbe stata opportuna una fase di confronto. Per un progetto così occorrerebbero studi, confutazioni, disegni, fino ad arrivare a un progetto che accetti o rinneghi le innovazioni, giustificandone i motivi. Se scegliamo i lastroni di peperino, ben venga. Ma se l’unico motivo è perché erano presenti nel passato dobbiamo inserire esattamente la stessa tipologia materica e cromatica dei lastroni, con le stesse fughe, gli stessi tagli di cava, rozzamente scolpiti come si faceva un tempo. Inserire invece dei lastroni rettificati e perfettamente allineati, come nel progetto attuale della piazza, non si allinea a quel criterio storico scelto per la loro selezione”.

È legittimo, per una piazza come quella del Comune, sostituire i sampietrini con i lastroni?
“Il sampietrino viene utilizzato diffusamente dal 1700 per cui non può considerarsi la prima pavimentazione storica di una piazza. Una sua sostituzione può essere fatta soprattutto per le considerazioni di cui sopra. A patto, però, di scegliere bene il criterio e di seguirlo fino in fondo. Esplicitando bene soprattutto gli effetti della progettazione. Non è un discorso sul bello, sull’estetica, su ciò che piace. Un progetto è sempre la sintesi di una complessità di fattori infiniti che un bravo architetto deve ponderare e selezionare, cercando di offrire una soluzione tecnica condivisa che coniughi la storia, la tutela e le esigenze contemporanee. Questa è la vera sfida del progetto, e qui solo i più bravi ci riescono. ‘L’architetto è un personaggio curioso ed umile’, questa definizione del professor Edoardo Salzano ha formato intere generazioni di tecnici all’Università di Venezia, ed è quella che secondo me interpreta meglio il nostro ruolo”.


Viterbo - Operai al lavoro alla nuova pavimentazione a piazza del Comune

Viterbo – Operai al lavoro alla nuova pavimentazione a piazza del Comune


Quali sono, secondo lei, i criteri che hanno portato all’autorizzazione del progetto della pavimentazione di piazza del Comune?
“Un progetto come quello di piazza del Comune può essere autorizzato per almeno un paio di validi motivi. Il primo, perché c’è un richiamo al passato dal punto di vista materico. Il secondo, perché il regolamento dell’ornato del centro storico si limita a prescrizioni su edifici e non sulle pavimentazioni. E l’assenza della strumentazione urbanistica di dettaglio fa sì che non ci siano regole precise”.

E tutto questo basta per autorizzare il progetto? Non andavano fatte anche altre considerazioni?
“Oggi il ruolo dell’architetto nella sua interazione con gli spazi della città è cambiato. È cambiato il modo di progettare e di pensare. Chi interviene su uno spazio monumentale, come appunto piazza del Comune, non deve limitarsi al solo progetto autorizzabile, ma deve produrre anche qualcosa di complesso che contenga al suo interno anche tutta l’innovatività di un progetto contemporaneo con tutte le integrazioni necessarie e di cui ho già detto”.

Ed è quello che è successo per la pavimentazione di piazza del Comune?
“Ecco, guardando piazza del Comune sfuggono sia la contemporaneità sia la storicità dell’intervento. E quest’ultimo, il criterio della storicità, sembra sia stato proprio l’elemento ordinatore dello stesso. L’idea è poi quella che si tratti di un progetto che stride nella regolarità delle fughe e nella modernità dell’assemblaggio ordinato dei pezzi. Insomma, a mio avviso, il punto debole del progetto è che al momento non sembra essere un progetto contemporaneo. Un progetto che non mi entusiasma. Un progetto che non mi dà neanche l’impressione di essere un intervento corale, dal basso, voluto dalla comunità. E lo dico considerando le polemiche delle ultime ore. Anche se questo a Viterbo succede spesso come nelle migliori tradizioni guelfo-ghibelline. Concludo dicendo che i progetti vanno comunque valutati alla chiusura del cantiere, e non è ancora il momento. Ma è tuttavia positivo che si parli di città, architettura, estetica e urbanistica. Perché le posizioni opposte, se supportate tecnicamente, contribuiscono ad alzare il livello del dibattito che in questa città è ancora abbastanza assente”.

Daniele Camilli


Articoli: “La pavimentazione di piazza del comune è ‘na pecionata assurda, inguardabile e senza senso” – Emanuele Aronne: “Nuova piazza del Comune, un progetto molto bello e tanti ci fanno i complimenti…” – “Stop ai lavori a piazza del Comune per santa Rosa, completamento entro dicembre” “Risolto il problema dei parcheggi nel centro storico… Frontini ne ha appena fatto uno sotto palazzo dei Priori”


Condividi la notizia:
5 agosto, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/