Civitavecchia – Sequestrate al porto di Civitavecchia oltre 28mila calzature senza etichettatura.
“Una partita di calzature in difetto dell’etichetta prevista dalla normativa nazionale e comunitaria è stata intercettata dai funzionari della direzione territoriale IV Lazio e Abruzzo dell’agenzia delle dogane e monopoli e dai finanzieri del comando provinciale di Roma presso il porto di Civitavecchia, mentre era in procinto di essere importata in Italia dalla Cina.
Da un controllo del personale dell’ufficio di Civitavecchia e delle fiamme gialle del locale gruppo su un campione di calzature contenute in un container, è emerso che gli articoli erano privi della prescritta etichetta riportante l’indicazione dei materiali utilizzati per la loro realizzazione.
La società importatrice italiana è stata segnalata in via amministrativa alla camera di commercio di Roma, mentre la merce è stata sottoposta a sequestro cautelare, in attesa della regolarizzazione, previa apposizione dell’etichetta.
L’operazione – frutto della proficua collaborazione tra guardia di finanza e l’agenzia delle dogane e dei monopoli – si inserisce nel più ampio dispositivo predisposto presso gli scali portuali e aeroportuali della capitale a salvaguardia dell’economia legale, della sicurezza e della salute dei consumatori” conclude la nota.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY