Viterbo – Abusi sessuali su due sorelle di 15 e 13 anni, indagato “amico” diciannovenne. Avrebbe adescato la più piccola con la scusa di vedere insieme un film. I sospetti della madre: “Era diventata nervosa e aggressiva, e stava sempre chiusa in camera”.
Violenza sulle donne
Il giovane avrebbe abusato di una quindicenne e anche della sorella tredicenne, quest’ultima adescata con la scusa di invitarla a casa sua per vedere un film, avendo con lei un rapporto sessuale completo.
Per questo un diciannovenne del capoluogo, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato iscritto nel registro degli indagati, dopo che la madre delle due minori, lo scorso 9 marzo, ha sporto denuncia ai carabinieri.
La donna avrebbe riferito di essersi insospettita, lo scorso mese di gennaio, in seguito al cambiamento d’atteggiamento della figlia più piccola, diventata inspiegabilmente nervosa e aggressiva, rimanendo spesso a casa chiusa nella sua camera, invece di uscire come faceva di solito con gli amici.
Il diciannovenne, approfittando della confidenza acquisita con le due sorelle frequentando lo stesso gruppo di ragazzi più o meno coetanei, avrebbe approfittato della fiducia di entrambe le sorelle, abusando della tredicenne dopo averla adescata con la scusa di vedere insieme un film a casa sua, guarda caso un giorno che erano assenti i familiari, avendo con la minore di 14 anni un rapporto sessuale completo. L’avrebbe quindi invitata nuovamente, ma lei si sarebbe rifiutata.
Su richiesta della procura la versione delle presunte vittime è stata cristallizzata in sede di incidente probatorio, condotto in forma protetta alla presenza della psicologa Fabiana Fossati, che nei giorni scorsi ha riferito al giudice Savina Poli in merito alle conclusioni della perizia sull’attendibilità delle minori.
Le due ragazze sono state giudicate parzialmente attendibili in quanto, proprio per la giovanissima età, potrebbero aver subito delle suggestioni. Il giudice, al termine dell’udienza ha rinviato gli atti al pubblico ministero cui spetta decidere se proseguire o chiedere l’archiviazione del fascicolo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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