Viterbo – Ciclista falciato e ucciso sulla Commenda, scatta il sequestro per la bici e l’auto.
Il tragico incidente è avvenuto martedì sera attorno alle 22,30, sulla strada che dal capoluogo porta a Marta, a pochi chilometro dal centro di Viterbo. Per cause ancora da accertare Angelo Salvatore Congiu, classe 1948, mentre stava rincasando in sella alla sua bici, sarebbe stato improvvisamente e inaspettatamente urtato da una macchina che viaggiava nel suo stesso senso di marcia. A colpirlo sarebbe stato lo specchietto retrovisore dell’auto.
Non è al momento chiaro se Congiu sia stato agganciato e poi trascinato per diversi metri o se sia stato colpito e quindi caduto a terra. Spetterà all’esame autoptico dare risposte agli inquirenti e fare completa luce sulle cause della sua morte. Al momento nessuna ipotesi al vaglio è esclusa e i due mezzi coinvolti nell’incidente – l’auto e la bici -, sono sotto sequestro. La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.
Il corpo del 76enne Congiu di origine romana ma residente a Marta, è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per tutti gli accertamenti peritali. Solo dopo aver svolto l’autopsia, la salma potrà essere riconsegnata ai famigliari per l’ultimo, più doloroso saluto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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