Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Vorrei condividere con una platea più ampia le parole che ho rivolto ai facchini durante la loro visita del 3 settembre alla chiesa di Santa Maria Nuova.
Quello che è diventato uno slogan consueto “facchini, semo tutti de ‘n sentimento” ha un significato più pregnante di quello che comunemente si intende. È vero che in maniera immediata lo slogan riguarda gli stessi facchini perché serve a galvanizzare il gruppo, ad accentuare la volontà di essere l’uno per l’altro come un corpo solo, ad esprimere il “sentimento” comune che il trasporto della macchina di Santa Rosa non è solo uno sforzo fisico ma è nobilitato dalla condivisa devozione alla santa patrona.
Ma quel “semo tutti” oltre al gruppo dei facchini comprende e abbraccia tutta la città di Viterbo che delegando ai facchini il trasporto della maestosa macchina si sente a loro unita dallo stesso “sentimento”, cioè da una profonda condivisione dei valori che sottostanno a questo antico rito.
Inoltre, in questo “semo tutti” ci sono anche tutte le generazioni di coloro che hanno ideato e tramandato questa originale e spettacolare manifestazione in onore di Santa Rosa di cui i facchini sono depositari e che sono chiamati nel presente a perpetuare quei valori religiosi e civili condivisi dai viterbesi nei secoli. Un “sentimento” che espresso dai facchini di oggi abbraccia la città e la sua storia.
Don Mario Brizi
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