Viterbo – (sil.co.) – Picchia e stupra una 25enne dopo averla minacciata di divulgare video intimi, imputato di violenza sessuale e lesioni aggravate un 27enne detenuto nel carcere romano di Rebibbia dalla scorsa primavera.
Violenza – immagine di repertorio
I fatti risalgono al 2 marzo di quest’anno e sono avvenuti a Viterbo.
Era un sabato quando l’imputato avrebbe prima ricattato la ragazza, minacciandola di divulgare video intimi se non avesse acconsentito alle sue richieste, dopo di che l’avrebbe picchiata, prendendola a schiaffi in faccia, facendola cadere per terra e tappandole la bocca con una mano per non farla gridare, quindi l’avrebbe costretta con la forza ad avere rapporti sessuali completi.
La vittima, ricorsa alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, è stata dimessa con una prognosi di 20 giorni a causa delle lesioni riportate.
L’imputato, in seguito all’aggravamento della misura, è finito dietro le sbarre lo scorso 9 aprile.
Sulla vicenda ha indagato per la procura il pubblico ministero Eliana Dolce, la cui richiesta di giudizio immediato è stata accolta dal gip Giacomo Autizi, nel frattempo tornato al dibattimento e componente del collegio davanti al quale martedì avrebbe dovuto aprirsi il processo, rinviato di qualche settimana in seguito alla sua incompatibilità.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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