Viterbo – (g.f.) – “Norchia, petizione per salvare la necropoli e dire no alla discarica”. A ottobre, anticipa Roberto Oriolesi, presidente dell’associazione che già dal nome ha ben chiara la finalità, “Salviamo Norchia”, partirà l’iniziativa.
Come se non bastassero decenni d’abbandono e incuria per un sito che è stato definito la Petra italiana, tale è la sua bellezza e importanza, adesso fa passi avanti la realizzazione di una discarica d’inerti in zona Piano del Casalone, a nemmeno due chilometri da Norchia.
Roberto Oriolesi
“Immagino – osserva Oriolesi – che abbia la sua utilità, io non dico di non realizzarla, ma non così vicino alla necropoli”.
Oriolesi, archeologo di professione, insieme ad altre realtà del territorio lo scorso 9 maggio aveva presentato un progetto per un parco archeologico e naturalistico unico che comprendesse, oltre a Norchia, anche Castel d’Asso e Grotta Porcina.
“Abbiamo un patrimonio unico al mondo – ricorda Oriolesi – a me non sembra normale che sia lasciato nella totale incuria. Nessuno sembra rendersene conto.
Ce l’invidiano tutti, in Germania, Inhgilterra, Francia dove mi sposto per motivi di studio, mi dicono che abbiamo un patrimonio così bello e invece noi lo abbiamo abbandonato e per di più, adesso a poca distanza potrebbe sorgere anche una discarica”.
Pure senza il possibile futuro insediamento, l’area versa in condizioni pietose. Non da oggi. L’appello a salvarla, lanciato anche una decina di anni fa proprio da Tusciaweb. Tanto interesse, tanti impegni, tante parole. E basta.
Oggi l’associazione promette battaglia. “A ottobre inizieremo una petizione per salvare Norchia, in tanti mi chiedono di farla. Con l’associazione siamo già 600”.
La necropoli etrusca di Norchia
Rilancio e protezione. “Tutto il sito va riqualificato e poi non si può realizzare una discarica così vicina. Io non dico che non va costruita, ma non così vicina. Sono d’accordo su questo con la sindaca Chiara Frontini”. L’iter per la struttura è in regione e il comune di Viterbo ha presentato le sue osservazioni.
“Non si può fare vicino a una importante necropoli, un partrimonio enorme che abbiamo solo noi. Non a caso la chiamano la Petra d’Italia. Perché se si vuole vedere qualcosa di simile, c’è solo Petra, non altrove, con la sola differenza della costruzione su tufo rispetto all’arenaria.
A Grotta Porcina, parte del futuro parco, esiste un altare etrusco orientaleggiante, con palme e animali esotici. E lo teniamo così”. Ben nascosto ai turisti, come tutto il resto.
“Se un visitatore ci va, non esiste un cartello”. La vegetazione li ha ricoperti tutti da tempo e non solo.
“La natura si è ripresa pure le tombe, le radici stanno determinando crepe non indifferenti che a loro volta fanno penetrare l’acqua e allargare le crepe stesse”.
Il parco sarebbe un modo per salvare Norchia. Dieci anni fa sembrava possibile, poi è rimasto un miraggio. “Norchia va salvata, non possiamo continuare a ignorare un patrimonio di una simile bellezza e importanza”.
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