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Lettere - Viterbo - Emanuel Alison Flamini ripercorre la storia del movimento e delle sue conquiste

“Il Pride non è solo una discoteca all’aperto ma il simbolo di una lotta per un mondo libero dalla discriminazione”

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Monica romano dietro lo striscione del collettivo La Fenice

Monica Romano dietro lo striscione del collettivo La Fenice

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il Pride non è solo una discoteca a cielo aperto o una baraonda carica di ostentazioni come vorrebbero descriverlo i nostri detrattori e quella fetta reazionaria della società che anacronisticamente tollera le realtà lgbtqia+ ma che ancora non le integra relegandole nello zoo delle diversità.

L’onda arcobaleno affonda le sue radici in una storia illustre di lotta per le rivendicazioni sociali e politiche che risale al giugno del 1969  con i “Moti di Stonewall” negli Stati Uniti , movimento che avrà un seguito per tutti gli anni settanta e ottanta anche in Italia.

La notte del 27 giugno la polizia fece irruzione nel locale “Stone Wall Inn” di New York arrestando arbitrariamente coppie gay e chiunque indossasse vestiti del sesso opposto. Sylvia Rivera si oppose al pestaggio da parte degli agenti scagliandogli contro la famosa scarpa col tacco che divenne il detonatore delle tre notti di insurrezione davanti al locale nel quartiere Greenwich Village dove cittadini considerati di serie b stufi di veder vilipesi i propri diritti e la propria libertà sessuale fecero sentire la voce delle proprie idee.

In Italia il movimento di liberazione gay prese le mosse dagli anni 70’ all’interno dei collettivi antagonisti come il Fuori (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano) e a Roma con associazioni come il “Narciso” poi ribattezzato “Mario Mieli”. Nel Milanese Deborah Lambillotte, transgender belga di origine ebraica, architetta di successo, fondò il gruppo “La Fenice” e successivamente “Crisalide Azione Trans”. La stessa Monica Romano consigliera transgender del comune di Milano, che insieme alla Lambillotte partecipò attivamente alla genesi di quei movimenti  , ricorda con forza e dolcezza gli anni di lotta nel suo libro “Trans Storie di Ragazze XY”.

Dunque il Pride rappresenta molto più di un giorno colorato di divertimento, riassumendo in se tutte le lotte per la liberazione sessuale.  Anche se  i tempi odierni non sembrano così fausti per i diritti civili il Pride e l’onda arcobaleno continuano a rimanere un attestato sociale di presenza del movimento lgbtqia+  e il simbolo di una lotta viva per un mondo libero dalla discriminazione di gender colorato e accogliente per tutti.

Emanuel Alison Flamini


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25 settembre, 2024

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